Nel cuore di Palermo, nel gotico di Piazza Pretoria, prende forma la visione sorprendente e seducente della Santuzza che rinasce, spogliata dell’iconografia devozionale e rivestita di un’estetica dark, glamour, contemporanea e dal retrogusto siculo.
È questo il tributo dello stilista nisseno, Andrea Zuzzè, a Santa Rosalia.
Andrea Zuzzè irrompe nella tradizione, non per addomesticarla, ma per dialogarvi, interrogarla, e infine, per restituerle forza e modernità.
Rosalia non è più soltanto la santa protettrice della città, simbolo di fede e miracolo. Nella rilettura dello stilista Andrea Zuzzè, diventa l’archetipo di donna forte, padrona di sé stessa, capace di isolarsi e la ribellarsi per libertà.
Gli abiti indossati dalle mannequin raccontano la richiamata trasformazione di Rosalia, attraverso linee decise, silhouette scultoree e una palette cromatica che abbracciare il profondo nero.
I tessuti sono i protagonisti assoluti.
In questa narrazione sartoriale, la “Santuzza” di Andrea Zuzzè non è più l'eremita che fugge dal mondo, ma la sovrana che lo domina. La sua unica religione è l’amore per se stessa. Un culto celebrato attraverso tessuti che fondono sacro e profano.
Il pezzo forte è il bomber nero dal taglio maschile, la corazza della Santa, sovrapposto a corsetti che stringono la vita come un voto indissolubile a se stessa. È il simbolo di una donna virile, capace di difendersi da sola, che ruba le forme al guardaroba maschile per riempirle della forza ancestrale della donna.
I ricami damascati in oro, che richiamano gli altari delle pompose chiese palermitane, non decorano più i paramenti sacri ma le gonne di tulle voluminose e le calze velate delle sante, confondendo il confine sottilissimo tra purezza e peccato.
Il velo non nasconde più lo sguardo delle donne per pudore verso Dio, ma lo incornicia come un'arma. È l'accessorio della donna libera, che sceglie quando rivelarsi e quando restare un mistero inaccessibile.
Gli inserti in pelle, richiamando il sacrificio della carne, introducono un linguaggio urban e contemporaneo.
I corsetti stringono e sostengono, come a dichiarare una femminilità consapevole e mai fragile.
Il richiamo alla Sicilia è evidente. Quella della moderna Rosalia di Andrea Zuzzè è una Sicilia sempre più aspra e sensuale, sacra e profana, che vive di contrasti, proprio come la sua Santuzza.
Piazza Pretoria non è una semplice scenografia, ma un personaggio silenzioso. Le sue statue nude giudicano le santuzze che, libere, avanzano come presenze rituali, divine. Il marmo freddo esalta il buio degli abiti, creando un cortocircuito visivo tra libidine e castità e, in questo spazio storico di Palermo, la nuova Rosalia si adagia senza chiedere permesso, consapevole del proprio potere.
La Santuzza di Andrea Zuzzè, non pretende di essere venerata. È una donna che si è sottratta alle regole per affermare la propria identità, e che oggi ritorna come simbolo di resistenza.
Con questo progetto, lo stilista nisseno, non firma solo una nuova collezione, ma un vero e proprio atto culturale: un omaggio alla “sua” Palermo e a Rosalia, ma soprattutto a tutte le donne che, come la Santuzza, scelgono di auto-governarsi, anche a costo di viaggiare controcorrente.
“Questa Santuzza”, sostiene lo stilista, “smette definitivamente di appartenere a un altare. Si fa corpo, voluttà e presenza. È emancipata, dannatamente virile nella sua determinazione. Non chiede protezione a Dio né assoluzione ai sacerdoti. La sua autonomia è un atto politico ed emotivo insieme: governa sola il proprio destino e non delega a nessuno la definizione di se stessa. La sua unica fede è l’amor proprio, un culto intimo e radicale che non conosce dogmi se non quello del rispetto verso sé stessa. In questo gesto di auto-consacrazione risiede la sua forza più autentica: nessuna religione è imposta, Rosalia è la scelta consapevole di esistere secondo le proprie regole, sacra a sé stessa e invincibile perché libera”.
Il tributo dello stilista nisseno Andrea Zuzzè a Santa Rosalia: la “Santuzza” diventa archetipo di donna forte e capace di ribellarsi per la libertà

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