Accogliere ed evangelizzare il messaggio cristiano del Natale, cercare di trasmettere pace, amore e speranza. È questo il messaggio che, anche quest’anno, ha voluto trasmettere un gruppo di cittadini nisseni, volontari, che per il periodo natalizio hanno assunto le vesti di “Pastori itineranti”. “Persone comuni”, come si sono sempre voluti definire, che hanno scelto di indossare antiche tuniche contadine, visitare un presepe vivente e raggiungere la stalla dove si trovava la rappresentazione della Sacra Famiglia.
A rispondere alla chiamata lo scorso 6 gennaio 2026, seguendo virtualmente “la stella cometa” sono stati Valentina Cannizzaro, Samuel Cardella, Grazia Cavallotto Benedetta Guzzone, Fausto Guzzone, Gaetana Guzzone, Nora La Mendola,Rosanna Mastrosimone, Pierpaolo Meli, Aurora Montalto,Calogero Montalto, Edy Sanfilippo e Maurizio Antonio Sardo.
Nel primo anno di servizio, il 6 gennaio, il gruppo ha visitato il Presepe Vivente di Santa Caterina Villarmosa mentre quest’anno si è recato al Borgo Santa Rita.
Una partecipazione simbolica ma denso di significato.
Oltre duemila anni fa, alla grotta con Gesù Bambino, accorsero i pastori del luogo, gente che viveva nei territori limitrofi. Uomini e donne che non si conoscevano tra loro e che non hanno avuto, anche in seguito, un destino comune. Persone che, al momento opportuno, hanno risposto alla chiamata e che, dopo la visita, sono tornati alle loro vite con il cuore colmo d’amore, di speranza e di gioia.
“La vera rivoluzione è stata l’unità costituita in quel preciso momento e la scelta seguente di farsi dono tra gli altri per gli altri” hanno spiegato i Pastori itineranti che, con la stessa visione evangelica, hanno scelto di non costituirsi in forma associativa o altra tipologia di struttura ma restare “gente comune animata dallo Spirito del Natale e con l’orecchio teso a chi ha bisogno. Come i Re Magi, seguendo la Stella Cometa si misero in cammino per andare ad adorare Gesù bambino, anche noi abbiamo deciso di incamminarci seguendo l’invito indicato sul Vangelo a trasformare la Parola scritta in azione concreta”.
La stessa “itineranza” dei pastori nel giorno dell’Epifania è una scelta chiara e ricca di valore. “Al Presepe non sono arrivati soltanto i Re Magi con le loro sontuose vesti e preziosi doni ma anche gente comune vestita con indumenti modesti e portando in dono cibo o oggetti materiali indispensabili per la sopravvivenza. Legna, latte, coperte. Con questa nostra presenza vogliamo trasmettere a tutti il messaggio di disponibilità e di servizio che porta a lasciare la comodità delle proprie case per andare ad adorare Gesù Bambino, un gesto che oggi viene trascurato perché catturati e assopiti dalle nostre abitudini e dalle nostre consuetudini”.
Andare, dunque, dove si è chiamati, dove “porta la stella cometa” senza esibizionismo né protagonismo. Essere “sconosciuti” agli altri visitatori, ultimi tra gli ultimi. Proprio come i pastori di duemila anni fa che, raggiunta la grotta, hanno potuto vivere l’Epifania del Signore e poi, tornati a casa, saperla raccontare e tramandare.
“Ringraziamo gli organizzatori del Presepe Vivente al Borgo Santa Rita per l’accoglienza calorosa del nostro gruppo – hanno concluso i Pastori itineranti -. Abbiamo seguito la funzione religiosa e il corteo fino alla grotta insieme ai Re Magi e abbiamo provato a condividere la nostra gioia. Una giornata che resterà nei nostri cuori e che, auspichiamo, possa aver trasmesso speranza e fede a chiunque fosse lì presente”.





