L'esonero del direttore sportivo Ernesto Russello segna certamente una svolta nella storia recente della Nissa. Russello è stato una delle prime scelte fatte dal presidente Giovannone nel momento in cui ha rilevato la società. Proveniente dalla stagione vittoriosa disputata insieme a mister Terranova nell'Akragas ha allestito una squadra vincente conquistando la promozione in serie D inanellando vari record. È stato il fedele interprete dei progetti del presidente facendo della Nissa la regina del calciomercato. Probabilmente in alcune occasioni la passione e l'entusiasmo del vulcanico Giovannone hanno impresso alle trattative accelerazioni con dettagli conclusivi diversi da quelli programmati dall'aziendalista direttore sportivo. Nei due anni di serie D non sono ancora arrivati i risultati sperati dalla società e come spesso accade nel calcio pagano allenatori e dirigenti. Tracciare un bilancio dell'operato di Russello non è facile. Il calcio non è una scienza esatta e presenta un tasso di imprevedibilità che lo rende al tempo stesso crudele e affascinante. Anche il migliore organico di giocatori può non corrispondere alle aspettative di chi lo allestisce e in tal senso il calcio nazionale ed europeo presenta innumerevoli esempi. Il campo fornisce verdetti che in gran parte dipendono dai calciatori, dalla loro condizione di forma, dalle motivazioni, dalla capacità e voglia di integrarsi in un collettivo e di seguire fedelmente le indicazioni di chi lo governa, tutte variabili non del tutto gestibili da un direttore sportivo. Certamente quest'anno qualche errore è stato commesso e su di tutti quello relativo alla scelta di un allenatore apparso subito inadeguato e poco voglioso di integrarsi nel contesto nisseno. Anche alcuni giocatori non hanno reso per come ci si aspettava ma in tal senso siamo sicuri che il primo ad essere deluso è stato Ernesto Russello. Forse non sarebbe stato sbagliato partire dalla squadra dell'anno scorso, che senza alcune inspiegabili sconfitte finali dovute probabilmente ad un calo di motivazioni sarebbe arrivata nelle primissime posizioni, e rinforzarla adeguatamente. La sensazione è stata che si sia cercata la strada vincente puntando più sui grandi nomi e meno sulla necessità di dare un gioco e un'identità alla squadra. Ma gli errori li commette solo chi decide e si assume i rischi connessi alle proprie scelte. Da tale punto di vista Ernesto Russello ha operato abilmente, con totale dedizione e coraggio, seguendo con coerenza le proprie oneste convinzioni e risultando totalmente impermeabile ad ogni tentativo di condizionamento. L'assenza di diplomazia può essere una virtù in un mondo di lupi decisionisti ma si può trasformare in un boomerang nelle difficoltà, e magari offrire un pretesto a chi vuole regolare conti. Riteniamo che Ernesto Russello debba essere salutato con gratitudine e affetto per il grande impegno mostrato e per il successo raggiunto due anni fa. Egli resterà comunque nella storia della Nissa. Siamo dei romantici e viviamo ogni separazione con tristezza. Siamo sicuri che egli avrebbe voluto festeggiare insieme ai tifosi la vittoria del campionato e ci dispiace infinitamente che ciò non sia avvenuto. Auguriamo di vero cuore ad Ernesto un ulteriore felice percorso di successi.
Rombo di tuono
Russello esonerato dalla Nissa: tra successi e rimpianti…ma il calcio non è una scienza esatta
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