Gentile Direttrice,
mi permetto di intervenire sulla Sua testata, notoriamente diffusa e apprezzata sia in città che nell’intera provincia, per rendere alcune mie considerazioni personali nel dibattito che si è aperto sui recenti fatti di cronaca che hanno interessato Caltanissetta. Parto dalle notizie di stampa uscite su diversi media che hanno messo in luce, ancora una volta, la gravissima crisi nella quale versano la nostra città e il suo territorio, passando per le considerazioni, giuste e gravi, di numerosi esponenti del suo ceto produttivo, per finire con la notizia di un’inchiesta giudiziaria che interessa alcuni rappresentanti politici locali. Tali notizie, che potrebbero, a una prima disamina, sembrare totalmente distinte e non correlate tra di loro, sono invece, a ben guardare, diversi aspetti della stessa situazione e dello stesso problema. Premetto che, come Avvocato e come cittadino, sono garantista e ritengo che ciascun soggetto indagato o processato debba ritenersi innocente fino a sentenza definitiva e confermo la mia fiducia nell’operato della Magistratura nissena, che rappresenta un importante punto di riferimento della legalità per tutti i cittadini e ha profondo rispetto del diritto costituzionale di difesa, e non esprimerò alcuna opinione sulla suddetta inchiesta, anche e soprattutto perché – come tutti – non conosco le carte dell’indagine. Ritengo tuttavia di poter dire che la crisi della nostra città e del suo territorio, tornate alla ribalta da recenti statistiche e dalle conseguenti notizie di stampa, evidenziata dalle coraggiose prese di posizione di alcuni esponenti della società civile e del mondo produttivo, trovi la sua causa principale, se non esclusiva, nella pochezza della nostra classe politica, a prescindere dalle inchieste giudiziarie e dalle eventuali responsabilità penali, ovviamente ove definitivamente accertate. Non possiamo e non dobbiamo negare che il successo o il fallimento di una città, di un territorio, di un contesto sociale e di un tessuto economico dipendano in gran parte dalla competenza e dall’efficienza del suo ceto politico, che attrae risorse e porta avanti progetti. Orbene, se i risultati sono quelli che tutti noi abbiamo sotto gli occhi e dei quali ci lamentiamo, sui social e nella vita reale, dobbiamo concludere che questa classe politica che guida – o dice di guidare – Caltanissetta e il suo territorio è incompetente e ha fallito il suo obiettivo a prescindere dal fatto che qualche suo esponente possa forse aver commesso un reato. Caltanissetta ha una storia e una tradizione di eccellenza nelle professioni, nell’insegnamento, nell’impresa e nella pubblica amministrazione che deriva dalla presenza di ottimi suoi esponenti che, quando si relazionano con altre realtà, anche importanti e competitive, trovano sempre apprezzamenti e riconoscimenti. Non si comprende quindi perché queste stesse persone non possano essere chiamate dalla cittadinanza a gestire la cosa pubblica, cercando di invertire la tendenza negativa che vede Caltanissetta scendere sempre di più nelle graduatorie di merito e nella qualità della vita quotidiana. Caltanissetta deve fare i conti con un tessuto socio-economico sempre più povero e improduttivo che spinge tantissimi nostri giovani a emigrare verso realtà che offrono una migliore qualità e prospettiva di vita e lascia nella desolazione coloro che vivono qua. Caltanissetta ha urgente necessità di lavoro per i giovani e i meno giovani, di spazi cittadini accoglienti, di offrire a chi vuole fare impresa opportunità convincenti e di inserirsi nei circuiti virtuosi che la Sicilia, sia pure con molte difficoltà, sta cercando di far partire. Una classe dirigente onesta, capace, munita dei necessari strumenti culturali e intenzionata a lavorare solo per il bene della città può ancora lottare per raggiungere questi obiettivi: quella che ha fallito no e deve avere il buon senso di lasciare. Concludo dicendo che Caltanissetta si merita e ha diritto di avere di meglio: sta ai nisseni prendere atto della situazione e di riporre la sua fiducia in una classe politica migliore di quella che attualmente occupa le istituzioni e che, come penso moltissimi cittadini, invito ad andare via.
Antonio Onofrio Campione
Avvocato Cassazionista
L’avvocato Campione: “La crisi non è un caso, Caltanissetta paga l’incompetenza politica”

Nessun commento
Nessun commento







