Domani la Nissa giocherà a Favara contro una squadra che ha un disperato bisogno di punti salvezza. La squadra agrigentina, dopo la breve esperienza di Nicolò Terranova, indimenticato tecnico della promozione nissena in serie D, ha richiamato in panchina l'esperto Infantino. Sará dunque una trasferta difficile che chiarirà definitivamente il ruolo a cui la squadra biancoscudata potrà aspirare. Unico risultato che può lasciare aperta la speranza di competere per la vittoria finale è la vittoria. Ci si attende una prova di orgoglio capace di dimostrare che i fischi (di rabbia e d'amore) ricevuti domenica scorsa erano immeritati. Una prestazione che possa finalmente essere in linea con gli enormi sacrifici sostenuti dal presidente Giovannone, unico ad essere applaudito e acclamato. Del resto, dopo il cambio di allenatore e l'esonero del direttore sportivo, i giocatori dovranno una volta per tutte prendersi per intero sulle proprie spalle il fardello di ambizioni ormai quasi sfumate. Come sempre sarà il campo a dire la verità e noi ci auguriamo che la riscossa di una squadra dal potenziale finora inespresso parta da quel derby che due anni fa decise le sorti del campionato e portò settemila tifosi al Tomaselli. In proposito appaiono sempre più inspiegabili e inaccettabili i divieti che privano sistematicamente le partite dei tifosi ospiti. Una prassi repressiva e liberticida che punisce le società, private di rilevanti incassi che renderebbero meno dolorosi i sacrifici economici, e i tifosi corretti costretti a subire le conseguenze dei danni temuti da parte di minoranze che finiscono col condizionare pesantemente lo spettacolo. In attesa del risultato che tanto potrà dire sul futuro della Nissa è d'obbligo una piccola nota sulle esternazioni social della persona che ha seduto sulla panchina della Nissa fino a poco tempo fa. Certe frecciate poco rispettose e poco eleganti aumentano a dismisura il rammarico per una scelta scellerata che ha prodotto danni incalcolabili. Difficilmente abbiamo assistito ad uno spettacolo mortificante come quello di chi si è dimostrato tecnicamente del tutto inadeguato e ha caratterizzato la sua permanenza nella nostra città con continui evidenti gesti di insofferenza e disprezzo verso chi lo aveva accolto con entusiasmo e calore. Speravamo che almeno dopo la sua partenza si dimenticasse di noi che di lui non ci ricorderemo mai, tanto è stata sportivamente insignificante la sua avventura qui. Speriamo che adesso si concentri sul Giugliano e la smetta di sputare nel piatto in cui ha mangiato.
Rombo di tuono
Trasferta ad alta tensione: la Nissa chiamata alla riscossa contro il Favara, la vittoria è d’obbligo

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