Nell'edizione serale del TG5, di mercoledì 27 gennaio, l'azienda Mediaset, che fino a questo momento aveva mantenuto un basso profilo, ha deciso di rompere il silenzio con un comunicato molto duro dopo l’ultimo video pubblicato da Fabrizio Corona su YouTube.
“La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione”. La nota arriva nei giorni successivi allo stop imposto dal Tribunale civile di Milano ai contenuti di Falsissimo, il format con cui Corona ha mosso gravi accuse contro Alfonso Signorini e poi, verso Mediaset e la famiglia Berlusconi.
Il giudice Roberto Pertile ha accolto il ricorso d’urgenza presentato dai legali di Signorini, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, ordinando a Corona di rimuovere immediatamente da qualsiasi piattaforma tutti i video e i contenuti rivolti ai danni del conduttore. Secondo Mediaset, quello che è circolato nei video “non ha nulla a che vedere con la verità, ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero”. La rete parla di una “reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento”, sottolineando come queste dichiarazioni non colpiscano solo una società quotata in Borsa, ma anche le persone stesse e le loro famiglie, “coinvolte in modo vergognoso”.
Nel comunicato viene denunciato un metodo che “normalizza l’odio e la violenza verbale” e ancora: “Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto”, scrive Mediaset, sottolineando la volontà di tutelare l’azienda, i lavoratori e chiunque sia coinvolto, nelle sedi di dovere, opponendosi a quella che viene definita una vera e propria campagna d’odio mascherata da libertà di parola. Ovviamente, la risposta di Corona non si è fatta attendere, è arrivata poco dopo dal suo profilo Instagram, dove ha respinto ogni accusa, e rivendicato il senso del suo operato attaccando duramente la rete: “Faccio quello che fate voi, racconto, facendo inchiesta, su cose che conosco da dentro. Lo faccio perché ne ho il diritto”, ha scritto, lasciando trapelare di non avere alcuna intenzione di fermarsi nonostante i provvedimenti giudiziari.
Il tutto si è aggravato quando Corona, nonostante lo stop del Tribunale, ha pubblicato comunque sul suo canale YouTube una nuova puntata di Falsissimo, che in poche ore ha superato 2 milioni di visualizzazioni. Questo, ha portato l’avvocato Domenico Aiello a presentare una richiesta di liquidazione dei danni in sede civile per conto di Alfonso Signorini. Nel provvedimento firmato dal giudice Pertile, viene messo in chiaro anche un altro aspetto: Fabrizio Corona non è un giornalista e Falsissimo non è una testata. Secondo il Tribunale, i video avrebbero alimentato soltanto un “pruriginoso interesse del pubblico” e una “morbosa curiosità per piccanti vicende sessuali”, con il solo scopo di offendere la dignità di Signorini e ricavarne denaro. Sul fronte penale, la situazione rimane abbastanza complessa.
L'ex re dei paparazzi, risulta indagato per revenge porn dopo la denuncia presentata da Signorini. Quest’ultimo, a sua volta, dopo la denuncia di Antonio Medugno, ex concorrente del Grande Fratello Vip, è iscritto tra gli indagati per violenza sessuale ed estorsione. Ma per Fabrizio i “guai” non riguardano solo la vicenda Signorini- Mediaset, infatti è stato sanzionato dalla Consob con una multa da 200mila euro per non aver rispettato il regolamento europeo sulle cripto-attività, in relazione all’offerta al pubblico del memecoin $Corona. Una vicenda che continua a far discutere, e che prenderà sicuramente dei risvolti diversi, e forse, decisivi nei prossimi giorni. Da una parte Mediaset e un provvedimento, e dall'altra Fabrizio Corona che in un modo o nell'altro sembra essere deciso a portare avanti quello che ha iniziato.







