(Adnkronos) – Prosegue il viaggio itinerante di Meritocrazia Italia lungo lo Stivale per presentare il libro che segna il debutto del Movimento come casa editrice. Ieri pomeriggio si è tenuta la seconda tappa, a Pescara, presso la sala provinciale Figlia di Iorio. Il presidente nazionale Walter Mauriello ha discusso del suo volume 'Il merito della democrazia', antologia dei messaggi da lui inviati ogni domenica ai dirigenti di Meritocrazia per stimolarne opinioni e riflessioni, insieme alla giornalista Anna Di Giorgio, che ha moderato l’incontro, e allo scrittore e giornalista Stefano Ferri, responsabile dell’ufficio stampa di Meritocrazia Italia e curatore dello stesso libro. Gli interventi introduttivi sono stati della vicepresidente nazionale di Meritocrazia Italia Annamaria Bello, del capo di Gabinetto Paolo Patrizio e del Garante Gianluca Pizzuti. Hanno parlato anche l’assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Pescara Valeria Toppetti e il candidato sindaco di Chieti Alessandro Carbone. I concetti introduttivi dell’incontro sono stati fissati da Paolo Patrizio, che ha stigmatizzato la tendenza della politica ad alimentarsi autoreferenzialmente a causa dell’enorme aumento dell’astensione, attraverso cui de facto si delegano ai pochi votanti le scelte di tutti. ''Meritocrazia Italia è l’attuazione dell’art. 1 della Costituzione, là dove dice che la sovranità appartiene al popolo, il quale la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione medesima – ha detto – La cittadinanza attiva è un’onda che rigenera, e lo fa in quanto la democrazia non è diritto ma dovere, implica consapevolezza, vera radice della libertà. Il più grande inganno del nostro tempo è far credere alla gente di non poter cambiare le cose''. Walter Mauriello, discutendo con la moderatrice, ha fatto leva sui principi di filosofia politica espressi nel libro per proporre una domanda chiave: ''Sapete per quale motivo nelle elezioni comunali compaiono tante liste civiche? Perché nella politica di prossimità la gente vuole servizi, concretezza, non schieramenti astratti e fuori tempo come destra o sinistra. Allora un primo progresso sarebbe quello di portare le liste civiche anche alle elezioni nazionali. E i loro responsabili devono essere pronti a fare un passo indietro ogni volta che l’opinione dei loro sostenitori diverge dalla loro''. Il merito della democrazia copre il periodo che va da gennaio 2020 a marzo 2025. Parla cioè di un mondo dai valori in bilico e dalle prassi profondamente in discussione. A volte legati e a volte slegati dall’attualità, i discorsi captano l’ermeneutica del proprio tempo per analizzarne storture e problematiche. Ne esce un quadro propositivo, stimolante, mai arrendevole: una call for action per noi cittadini, uniti nei diritti ma soprattutto nei doveri dell’essere parti integranti e attive delle decisioni collettive. ''Passiamo fuori casa l’80% del nostro tempo'', ha continuato Mauriello. ''E in questo 80% entriamo a contatto con ogni servizio immaginabile. Purtroppo devo ammettere che in giro c’è un atteggiamento anestetico per cui si protesta per la Palestina ma nessuno muove un dito, nemmeno gli studenti che pure ne sarebbero i primi interessati, quando un senatore accusa il sistema universitario di trasparenza zero nei concorsi – ha aggiunto – Con Meritocrazia Italia, composta da cittadini che ogni giorno scelgono di interfacciarsi con le istituzioni per cercare di cambiare costruttivamente le cose, ciascuno può diventare legislatore ed esercitare il proprio pensiero critico, il grande tutore delle democrazie. La Storia ci insegna che a cambiare il mondo sono state sempre soltanto le persone comuni''.
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Libri, ‘Il merito della democrazia’ di Walter Mauriello fa tappa a Pescara

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