Continuiamo a leggere con stupore, ma ormai senza sorpresa, l'ennesimo intervento del consigliere Modaffari, che persevera nel tentativo di rappresentare questa amministrazione per ciò che non è. Un atteggiamento che appare sempre più chiaramente finalizzato alla ricerca di visibilità personale e di qualche facile like sui social.
Non saremo il suo strumento e, pertanto, non replicheremo a interventi confusi, strumentali e privi di contenuti reali.
Una cosa, però, va detta con assoluta chiarezza.
Negli enti locali il termine “FALLIMENTO” non è uno slogan da usare a piacimento: indica una condizione ben precisa, ovvero il DISSESTO FINANZIARIO, nel quale il Comune di San Cataldo è stato trascinato proprio durante l'amministrazione guidata dall'allora sindaco Modaffari.
È un termine che il consigliere Modaffari dovrebbe usare con estrema cautela, perché quel fallimento ha prodotto conseguenze gravissime, pagate direttamente dai cittadini sancataldesi:
tasse e tributi locali portati al massimo,
tagli ai servizi,
blocco delle assunzioni e drastica compressione delle spese per il personale;
penalizzazione delle aziende del territorio, costrette a subire riduzioni o ritardi nei crediti maturati nei confronti del Comune.
Per queste ragioni, proprio al consigliere Modaffari non è consentito utilizzare in modo improprio quel termine che richiama una stagione amministrativa di cui porta una responsabilità politica diretta e inequivocabile.
Un uso che risulta non solo scorretto, ma profondamente offensivo nei confronti di chi oggi amministra, degli uffici comunali e di tutti coloro che, con serietà, competenza e senso del dovere, hanno risanato i conti, pagato debiti non propri e ricostruito, giorno dopo giorno, ciò che altri hanno lasciato in macerie.
Criticare è legittimo.
Mistificare la realtà, no.
Il Capogruppo Centro Sinistra Sancataldese
Lombardo Maurizio
Sinistra Sancataldese replica a Modaffari: “Chi ha portato il Comune al dissesto oggi non può dare lezioni”

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