Negli ultimi anni le sigarette elettroniche si sono diffuse rapidamente, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti, complice una comunicazione che le presenta come un’alternativa “più sicura” al fumo tradizionale. Aromi dolci, dispositivi tecnologici e l’assenza di combustione hanno contribuito a creare l’idea di un prodotto quasi innocuo. Ma la letteratura scientifica e l’esperienza clinica raccontano una realtà diversa, fatta di infiammazione cronica, danni polmonari e rischi permanenti per la salute respiratoria.
A riportare il tema al centro del dibattito è stato Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, che sui social ha condiviso l’immagine di una radiografia definita senza mezzi termini “un polmone a popcorn”. Il nome della malattia prende spunto dal diacetile, una sostanza chimica usata per conferire ai popcorn il caratteristico aroma burroso. Quando inalato, però, il diacetile diventa tossico per i polmoni, provocando infiammazioni e cicatrici irreversibili tipiche della bronchiolite obliterante. Studi hanno rilevato la presenza di diacetile e dei suoi sostituti in diversi prodotti per sigarette elettroniche, soprattutto quelli non regolamentati, spiegando perché anche lo svapo possa causare questo tipo di danno polmonare. Secondo Bassetti, le radiografie mostrano “alterazioni compatibili con un danno strutturale delle piccole vie aeree”, confermando come l’esposizione a queste sostanze chimiche possa avere conseguenze permanenti sulla salute respiratoria.






