A Caltanissetta il problema del randagismo continua a crescere, sotto gli occhi di tutti: più animali sulle strade, canili sempre più pieni e costi sempre più pesanti per la collettività. Dai dati ufficiali emerge chiaramente che il numero dei cani ospitati nelle strutture convenzionate è in costante aumento, con una spesa che grava in modo significativo sul bilancio del Comune di Caltanissetta. Per il triennio 2025/2027, la spesa annua prevista per la gestione dei canili si aggira intorno agli 800 mila euro, una cifra che cresce anno dopo anno e che rischia di diventare sempre più insostenibile. Solo per il primo trimestre del 2026, tra gestione ordinaria e integrazioni arretrate, sono stati impegnati quasi 300 mila euro. Numeri che impongono una riflessione seria: continuare a intervenire solo “a valle”, quando i cani sono già in strada o in canile, significa continuare a rincorrere un problema senza mai risolverlo. Per capire davvero quanto pesa questo fenomeno sulle casse pubbliche, basta fare un semplice calcolo. Il costo medio giornaliero per il mantenimento di un cane in canile è di circa 2,50 euro al giorno. Questo significa circa 75 euro al mese e circa 900 euro all'anno per ogni singolo animale. Una cucciolata può essere composta da 7 a 10 cuccioli. Una sola cucciolata può quindi costare al Comune tra i 6.000 e i 9.000 euro all'anno. E una cagnolina può avere fino a due cucciolate all'anno. Questo vuol dire che una sola femmina non sterilizzata può generare, nel giro di pochi anni, decine di migliaia di euro di spesa pubblica, oltre a un numero sempre crescente di animali destinati al randagismo o alla permanenza in canile. Ecco perché la sterilizzazione rappresenta l'unico vero strumento strutturale per ridurre il fenomeno. Purtroppo, da aprile 2025 le sterilizzazioni gratuite per i cani di strada – senza doverli fare passare dal canile convenzionato – risultano bloccate a causa della chiusura della struttura affidata all'ASP di Caltanissetta. Nonostante i numerosi annunci sull'apertura di un nuovo centro veterinario per la microchippatura e la sterilizzazione, a febbraio 2026 non esiste ancora una data certa. Si può sapere cosa ne sta impedendo la riapertura e quando sarà finalmente operativa? Nel frattempo, cani e gatti continuano a riprodursi senza controllo, i canili si riempiono, le spese aumentano e manca ancora un pronto soccorso stabile per i gatti di strada. Ogni mese di ritardo significa nuovi cuccioli, nuovi ingressi in canile e nuovi costi futuri. Un pilastro fondamentale nella gestione del randagismo è rappresentato dai volontari animalisti, che ogni giorno si occupano di recuperi sul territorio, cure, adozioni, monitoraggio dei cani reimmessi e supporto alle colonie feline. Senza il loro lavoro, la situazione sarebbe già fuori controllo. Tuttavia, il loro impegno meriterebbe veri sostegni, concreti e continuativi, per poter operare in modo ancora più efficace. Per affrontare seriamente il randagismo serve un cambio di prospettiva: meno emergenza e più prevenzione. Occorre investire in campagne straordinarie e continuative di sterilizzazione di cani e gatti, in voucher comunali per aiutare le famiglie a sterilizzare i propri animali, in campagne contro l'abbandono e a favore delle adozioni, in un gattile comunale e in un servizio di pronto soccorso veterinario per i gatti, che oggi manca (mentre per i cani esiste ed è gestito dal canile convenzionato). Investire nella prevenzione significa meno cucciolate, meno ingressi in canile, meno spese future e meno sofferenza animale. Quando si capirà che, senza investire oggi nella prevenzione, continueremo a spendere sempre di più solo per tamponare un fenomeno che poteva essere evitato?
Armando Turturici
Randagismo, Turturici: “Così a Caltanissetta si spendono 800 mila euro l’anno senza risolvere il problema”

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