Affissa sul cancello del Parco Dubini, chiuso dallo scorso 26 gennaio, c’è ancora l’ordinanza comunale emessa per l’allerta meteo della medesima data del 26 gennaio. Allerta meteo durata ventiquattr’ore.
Il senso appare univoco: la permanenza della chiusura é da ricondurre all’Amministrazione comunale, silente e immobile innanzi la speranza dei cittadini – non pochi e di diverse età – che da anni trovano nel Parco Dubini l’unica valvola di sfogo e, più in generale, un posto nel verde dove dedicarsi del tempo.
Da qui l’evidente tentativo di deresponsabilizzazione dell’Asp di Caltanissetta, protagonista di messaggi quantomeno errati, all’innegabile intento di spostare i riflettori sull’Amministrazione comune che, dal canto suo, se ne lava le mani.
A prescindere da chi abbia la titolarità del luogo e, giuridicamente, l’onere di mantenerlo e curarlo, il risultato finale é che nessuna delle due parti in causa sta dando una risposta all’innegabile problema, nonostante il danno causato ai nisseni, i quali si trovano ancora una volta messi da parte in una realtà sempre più depressa, impoverita e vuota. Viene da chiedersi, dunque, la fonte dello stupore di quanti quotidianamente (la politica, prima tra tutti) si chiedono perchè i giovani scappano finite le scuole, perché la comunità non vive i luoghi e le iniziative locali e perchè questa cittá risulta fondamentalmente disprezzata in primis dai nisseni.
Negli ultimi rimbalzi di ruoli e responsabilità tra l’Amministrazione comunale e l’Asp di Caltanissetta – sempre da remoto e a mezzo articoli di giornale – viene da chiedersi se qualcuna delle due parti in causa abbia mai realmente pensato al benessere dei cittadini, ad oggi ancora privati di un luogo che negli anni è stato riempito di bambini, di animali, di adolescenti sognanti, di anziani, di studenti, di sportivi e, più in generale, di persone che vi trovano accoglienza anche solo per godersi qualche raggio di sole immersi nel verde.
Di tutta evidenza che la politica locale (intesa sia come Asp che come Amministrazione comunale) ha quanto meno il dovere di prendere in considerazione il problema cercando una soluzione reale, non potendosi trincerare dietro l’ormai noto (e altrettanto stancante) gioco dello “scarile barile”.
Nel frattempo la collettività rimane ancora una volta nella sala di attesa di una città vuota.
Avvocato Martina Vurruso
Caltanissetta. Il parco Dubini ancora chiuso, l’avvocato Vurruso: “Diritto al verde negato ai nisseni”

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