Le carte dell’inchiesta sui fondi per gli spettacoli condotta dalla squadra mobile di Caltanissetta, che ha portato agli arresti domiciliari il deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso e il suo collaboratore Lorenzo Tricoli, restituiscono un quadro che gli inquirenti definiscono come un vero e proprio “sistema criminale”, con un meccanismo ritenuto funzionale – secondo l’ipotesi accusatoria – al trasferimento di denaro contante. Tra i passaggi contenuti nell’ordinanza cautelare del Gip del Tribunale di Caltanissetta emergono anche conversazioni che riguardano la pianificazione di ruoli in ambito istituzionale locale, con particolare riferimento alla Presidenza della Provincia. In un’intercettazione trascritta agli atti, Lorenzo Tricoli discute della possibilità di assumere un incarico come capo di staff del presidente della Provincia, configurato formalmente come consulenza a partita Iva. Il dialogo lascia emergere l’ipotesi di un inserimento strutturato negli assetti dell’ente, con una definizione preventiva di funzioni e modalità contrattuali. Le ricostruzioni investigative non riguardano direttamente l’istituzione dell’ufficio di staff, ma secondo quanto riportato nell’ordinanza delineerebbero una pianificazione anticipata di ruoli istituzionali. Particolarmente significativo, nell’impianto accusatorio, un episodio registrato il 2 maggio 2025. Secondo il giudice, il metodo utilizzato da Tricoli per l’acquisizione di denaro contante costituirebbe un modus operandi ricorrente, finalizzato – nell’ipotesi investigativa – a veicolare somme all’onorevole Mancuso. Nella conversazione intercettata, Tricoli contatta Giovanni Ferraro ricordandogli che una terza persona, indicata come “chiddru” e ritenuta verosimilmente dagli inquirenti lo stesso Mancuso, si sarebbe recata a Palermo per consegnare “quei documenti”. Un’espressione che, secondo l’ordinanza, sarebbe già stata utilizzata in precedenza per alludere a somme di denaro in contanti. Dal dialogo emerge l’urgenza di reperire il denaro attraverso prelievi bancari. Ferraro rassicura Tricoli spiegando che avrebbe provveduto a effettuare diversi prelievi presso sportelli di Banca Intesa per raggiungere la cifra necessaria. Sul piano politico, la vicenda si intreccia con le prese di posizione della consigliera comunale e provinciale Annalisa Petitto (Area Civica), che nei mesi scorsi aveva sollevato pubblicamente la questione dell’istituzione di un ufficio di staff in Provincia, definito “milionario”, chiedendo trasparenza sui criteri di nomina e sulla sostenibilità economica delle eventuali consulenze. Petitto aveva inoltre invitato il presidente della Provincia e sindaco Tesauro a circondarsi, anche in vista di futuri incarichi, di figure non gravate da precedenti penali e selezionate secondo criteri di rigorosa opportunità istituzionale. Il riferimento era proprio a Lorenzo Tricoli, già condannato in passato per bancarotta fraudolenta, minaccia, mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice e destinatario di una condanna erariale. Le circostanze emerse nell’ordinanza – pur non riguardando direttamente l’istituzione dello staff – vengono oggi lette dalle opposizioni come una conferma delle preoccupazioni espresse nei mesi scorsi.







