Un patrimonio archeologico unico al mondo, testimonianza unica della storia millenaria di Gela e dell’isola. Inaugurato questa mattina il Museo dei relitti greci nell'area demaniale di Bosco Littorio a Gela. Il museo ospita il relitto greco rinvenuto nei fondali di Gela, testimonianza unica della storia millenaria della Sicilia e del suo ruolo nel Mediterraneo. L'imbarcazione fu recuperata durante due campagne di scavo svolte dalla Soprintendenza di Caltanissetta tra il 2003 e il 2008. All’inaugurazione erano presenti, oltre all’assessore regionale ai Beni Culturali Francesco Scarpinato, il Sindaco di Gela Terenziano di Stefano, l’assessore al Turismo Romina Morselli, il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali, Mario La Rocca, la soprintendente Daniela Vullo e varie autorità militari e politiche.
«Un luogo della cultura a lungo atteso – dice l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – che restituisce al territorio un patrimonio archeologico di straordinario valore e si candida a diventare un importante moltiplicatore di sviluppo turistico per l'intera area. E’ un giorno epocale per Gela e per tutta la Sicilia».
Il museo, dopo l'inaugurazione, è aperto al pubblico dal pomeriggio di oggi, martedì 24 febbraio, dalle 15.00 alle 18.00, e nei giorni seguenti dalle 9.00 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 18.00. Per tutta la prima settimana l'ingresso sarà gratuito.
Il ritrovamento
Il Museo ospita lo straordinario relitto greco denominato “Relitto Gela I”, rinvenuto nei fondali di contrada Bulala, a circa 800 metri dalla costa, nel tratto di mare antistante l’antico emporio di Bosco Littorio. Il ritrovamento è il risultato di una lunga attività di ricerca avviata nel 1988 dai subacquei gelesi Gianni Occhipinti e Gino Morteo e culminata nelle campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza di Caltanissetta tra il 2003 e il 2008.
L’imbarcazione, affondata probabilmente a causa di avverse condizioni meteomarine, rappresenta una testimonianza unica del ruolo strategico di Gela quale importante porto dell’antica Grecia e snodo commerciale tra Sicilia, Egeo e Attica.
Le operazioni di recupero e restauro
Dopo la campagne di scavo, le strutture lignee sono state recuperate e trasferite presso il laboratorio di Portsmouth, nel Regno Unito, dove sono state sottoposte a un delicato e complesso processo di restauro e conservazione. Gli studi hanno consentito di ricostruire le caratteristiche della nave mercantile, lunga circa 20 metri e larga quasi 7, realizzata con tecnica a “guscio”, ossia con una struttura esterna portante composta da tavole di pino chiaro. Sono state individuate tracce di tessuto e rivestimenti interni in pece, funzionali all’impermeabilizzazione dello scafo, probabilmente protetto esternamente da lamine di piombo.
Il carico e la vita di bordo
Il relitto ha restituito un carico composto da beni pregiati: ceramiche, oggetti in bronzo, anfore e numerosi vasi di produzione coloniale. La varietà dei reperti suggerisce che l’imbarcazione operasse lungo le coste siciliane e della Magna Grecia, effettuando scali in diversi empori per le operazioni di carico e scarico. Significativi anche i reperti legati alla vita quotidiana dell’equipaggio, tra cui cestini destinati all’alimentazione e strumenti per la pesca, come un amo e una fuseruola fittile da rete, che attestano il consumo di pesce a bordo. La presenza di uno stilo in osso, probabilmente appartenente a un mercante incaricato della redazione del giornale di bordo, e di una fibula in argento riferibile a un personaggio di alto rango, offre ulteriori elementi sulla composizione sociale dei passeggeri.
Il progetto museale e la rete culturale
Il Museo si inserisce in una rete regionale che comprende il Parco archeologico di Lipari, il Museo del Lilibeo di Marsala e il costituendo Museo della Navigazione di Palermo, rafforzando un sistema integrato dedicato all’archeologia subacquea e alla valorizzazione del patrimonio marittimo siciliano.
Un primo allestimento provvisorio del relitto e dei reperti era stato realizzato quattro anni fa a Bosco Littorio, in occasione della mostra “Ulisse in Sicilia”, sostenuta dalla Regione Siciliana, che registrò oltre 45.000 visitatori in pochi mesi.
Determinante fu il contributo dell’archeologo Sebastiano Tusa, promotore del recupero del relitto e della creazione di un museo dedicato. La campagna di ricerca in mare portò inoltre al recupero di preziosi oricalchi associati alla leggenda di Atlantide, con la partecipazione di subacquei ed esperti di archeologia, tra cui Franco Cassarino. Sono attualmente in corso trattamenti preliminari su un secondo relitto, destinato a futura esposizione.
La camera immersiva per rivivere il viaggio della nave
Una sala del museo è stata realizzata con il sostegno di Eni Mediterranea Idrocarburi, in ottemperanza alle prescrizioni previste per lo sviluppo del progetto Argo Cassiopea. Una camera immersiva che ospita una video-narrazione multiproiezione dedicata alla vita di bordo e al naufragio della Nave di Gela, raccontata attraverso i reperti recuperati. L'intervento è stato progettato da Studio Azzurro, un collettivo storico di artisti attivo sin dal 1982, riconosciuto a livello nazionale e internazionale come pioniere della videoarte italiana, con il supporto scientifico della Fondazione Eni Enrico Mattei. L’installazione multimediale si sviluppa attraverso la narrazione di un diario di bordo. La voce del comandante racconta il viaggio intrapreso dalla nave, interrotto bruscamente a causa di un naufragio fatale. Due grandi proiezioni sincronizzate costituiscono l’orizzonte visivo del viaggio, mentre l’interazione avviene tramite il tocco di 6 lastre scenografate, che richiamano simbolicamente le tavolette su cui, in passato, venivano annotate le informazioni di carico, rese sensibili tramite un sistema di sensori capacitivi. Toccando le piastre, vengono avviate le 6 storie suddivise in 18 microracconti narrati in prima persona dalla voce del comandante, che in maniera autonoma possono essere scomposti e ricomposti dal visitatore quasi a ricostruire ognuno il proprio punto di vista personale sul viaggio. La regia è quindi affidata al pubblico che, attraverso il contatto con le tavolette in cera, interrompe l’orizzonte liquido del mare per approfondire le storie del carico e dell’equipaggio trasportati dalla nave greca.
Impresa e cultura
Casa Grazia è partner del Comune di Gela per la promozione culturale del Museo “nel segno della continuità del nostro impegno – dice Maria Grazia Brunetti, CEO di Casa Grazia, storica azienda vinicola e olivicola del territorio – di reinterpretare in chiave contemporanea i valori della grecità che ci appartengono con il workshop internazionale di visual design in autunno per la terza tappa di Un Mare di Storie e la nuova traduzione dei testi di Archestrato di Gela a cura della filologa Silvana Grasso per Casa Grazia edizioni “.







