Acquisti pazzi con la carta Postamat rubata a un ottantenne. E, in più, con un complice, anche la sparizione di quattrini da casa del malcapitato. Un danno, globalmente, che la parte civile ha quantificato in una dozzina di migliaia di euro. E, alla fine, uno dei due è stato condannato, l'altro ha optato per la messa alla prova che gli è stata concessa. Il verdetto di colpevolezza è stato emesso nei confronti del ventiseienne Daniel Fiore condannato a un anno di reclusione e 667 euro di multa per l'ipotesi di furto in concorso. Ma non è tutto. Sì, perché il giudice Giuseppina Figliola lo ha pure condannato al risarcimento dei danni delle parti civili, ossia i due figli dell'anziano nel frattempo deceduto (assistiti dagli avvocati Rosario Didato e Piero Provenzani) secondo l'entità che poi verrà stabilità in un procedimento dedicato. La vicenda è racchiusa nell'arco temporale tra novembre e dicembre di sei anni fa. Quando l'allora ottantenne sarebbe finito nella morsa dei due. Prima del trentatreenne che ha ottenuto la messa alla prova e che il pensionato avrebbe conosciuto perché puliva la terrazza di una familiare al decimo piano dello stesso stabile. Sarebbero stato lui stesso a introdurgli in casa anche l'altro, con un rapporto che poi sarebbe divenuto in qualche modo di soggiogazione. Fin quando l'anziano si sarebbe accorto di frequenti sparizioni di soldi sia in contanti da casa sua che sul suo conto. Con, addirittura la pensione totalmente sparita. In poco tempo, con la sua carata Postamat sarebbero stati effettuati acquisti, come telefoni cellulari o ricariche, per oltre seimila euro.
Fino a quando l'anziano, con l'aiuto della figlia, si sarebbe reso conto che le sparizioni di denaro sarebbero state sempre coincidenti con la presenza in casa degli altrui due. E nel momento in cui lui avrebbe esternato la sua volontà di voler presentare denuncia per quegli ammanchi, misteriosamente la sua carta di debito sarebbe saltata fuori. Il trentatreenne che ha ottenuto la messa alla prova l'avrebbe stranamente ritrovata nei posti più impensati come sotto la credenza della cucina o vicino al bagno o ancora accanto al letto. Ma poi la denuncia-querela è stata presentata e ha fatto scattare le indagini a carico dei due sospettati.









