Lo ha inchiodato sulle sue responsabilità, descrivendo minuziosamente gli abusi sessuali subiti e raffigurandoli pure con disegni. Confermando che l'ex compagno della madre avrebbe approfittato di lei fin da quando aveva appena 11 anni. E lui, l'indagato, un trentacinquenne che vive nel capoluogo ennese, intanto resta in carcere. Dov'è rinchiuso già da fine gennaio perché accusato di abusi sessuali aggravati e maltrattamenti in famiglia. E avrebbe pure costretto mamma e sorella della bambina, tutte e tre nissene, a tacere. Perché sapevano ma avrebbero tenuto la bocca chiusa per le minacce ricevute. È nell'incidente probatorio chiesto dalla procura di Enna, che l'adesso quattordicenne che sarebbe stata violentata per anni (assistita dall'avvocato Ernesto Brivido), in un esame a tratti anche molto toccante, ha confermato tutte le accuse che hanno trascinato l'indagato in cella. La ragazzina, in audizione protetta, ha ripercorso quell'incubo che avrebbe vissuto dal maggio del 2022, quando aveva appena undici anni, fino all'agosto dello scorso anno. Con rapporti sessuali quotidiani. A volte anche più. E che sarebbero andati avanti anche dopo la fine della convivenza. Andando a prelevarla dalla sua nuova abitazione a Caltanissetta, per portarla a casa sua a Enna e riaccompagnarla a tarda sera, dalla madre, dopo averne abusato.







