“Abbiamo ritenuto doveroso riunire a Niscemi la direzione regionale del Pd siciliano per testimoniare la vicinanza di tutto il partito, dei suoi dirigenti alla comunità niscemese che sta mostrando una dignità ed un operosità eccezionali, in un momento straordinariamente difficile. Lo abbiamo fatto da subito anche con la segretaria Elly Schlein, venuta qui per constatare di presenza la drammatica situazione. E continuiamo a farlo, in ogni sede, pensando soprattutto a sollecitare ristori ed indennizzi celeri e immediati nonchè procedure semplificate per la ricostruzione”. Così il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, nella sua relazione durante la direzione regionale del Partito, in corso a Niscemi, nel nisseno. Il segretario regionale ne ha approfittato – informando l'organismo direttivo regionale, presieduto da Cleo Li Calzi – anche per fare il punto sulla situazione politica regionale, scossa da numerose inchieste, con arresti e indagati eccellenti. “La settimana è stata caratterizzata – ha detto – dall’ennesimo scandalo che ha coinvolto stavolta il supermanager della sanità regionale Salvatore Iacolino, indagato dalla procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. Crolla cosi un altro pilastro del cerchio magico di Schifani. Dalle indagini riecco bustarelle negli assessorati, gare pilotate e favori alla mafia. Insomma la credibilità del governo della regione è ormai sottoterra. Un caso questo – ha ribadito – che fa esplodere in tutta la sua gravità la questione morale siciliana ed alimenta ulteriori interrogativi sintomatici di condotte criminogene da parte dei soliti noti”. “A proposito la persona individuata da Schifani per la gestione delle risorse del ciclone Harry, Duilio Alongi, in base alle intercettazioni pubblicate pare che abbia avuto un ruolo decisivo per la proroga in servizio di Teresi. Siamo sicuri che sia la persona giusta per gestire quelle ingenti risorse?”. Secondo il segretario “siamo in presenza di una distorta ricerca del consenso di chi occupa i posti di potere. E’ questo il vero e unico filo conduttore che caratterizza il governo Schifani e il centrodestra decimati dalle indagini, alcune clamorose come quella che ha coinvolto Cuffaro. Ritornano gli stessi dirigenti, gli stessi nomi, la stessa logica. Fanno affari e non si occupano del bene comune. E quindi vediamo, un esempio su tutti, la sanità piegata ai più squallidi interessi privati e di bottega dell’ultimo degli eletti. “Ecco perché ribadiamo che – ha ripetuto – Schifani deve andare a casa”.








