L’avvocato Campione interviene sulla bocciatura della norma che avrebbe reso possibile il terzo mandato: la Corte Costituzionale ha recentemente dichiarato incostituzionale questo limite. Nella provincia di Caltanissetta è interessato il Sindaco di Serradifalco Leonardo Burgio, che ha annunciato la sua ricandidatura. Ha destato scalpore in questi ultimi giorni la decisione di alcuni sindaci siciliani di comuni con meno di quindicimila abitanti di voler riproporre la loro candidatura malgrado il noto divieto di accedere al cosiddetto «terzo mandato». Com’è noto, la vigente legge siciliana che disciplina gli enti locali prevede che un sindaco di un comune con meno di quindicimila mila abitanti non possa correre per un terzo mandato ponendo un limite invalicabile a due mandati consecutivi. Tuttavia la norma nazionale, contenuta nell’art. 51 del Testo Unico sugli Enti Locali, non prevede alcun limite nella ricandidatura di un sindaco che abbia servito per due mandati in comuni con meno di cinquemila abitanti, per cui i sindaci siciliani avrebbero avuto una disparità di trattamento rispetto ai loro colleghi del resto d’Italia. A questa situazione ovviamente illegittima ha tentato di porre rimedio il Legislatore Siciliano, il quale ha presentato una proposta di legge regionale, a firma dell’On. Rosellina Marchetta, esponente parlamentare dell’U.D.C. la cui sensibilità istituzionale ha spiccato in questa travagliata legislatura regionale, che consentisse l’allineamento tra la normativa nazionale e quella regionale in tempo per le prossime elezioni amministrative che saranno celebrate questa primavera. Incredibilmente l’Assemblea Regionale Siciliana, in un evidente stato di caos, ha bocciato per due volte la norma che ripristinava sostanzialmente la legalità e la democrazia. Il fatto grave, che magari molti cittadini non conoscono perché si tratta di questioni giuridiche molto tecniche, consiste tuttavia nella violazione, da parte dell’A.R.S., del principio espresso in una recente sentenza della Corte Costituzionale. La Corte Costituzionale, infatti, con la sentenza n. 16 del 19 febbraio 2026, ha ritenuto incostituzionale il limite dei due mandati ai sindaci dei comuni con meno di cinquemila abitanti imposto dalla legge sugli enti locali della val d’Aosta, anch’essa regione a statuto speciale come la Sicilia. Se la prima bocciatura poteva essere considerata sbagliata ma non grave, la seconda, arrivata dopo la suddetta sentenza e la tempestiva riproposizione in Aula della norma riparatrice, rappresenta certamente una grave violazione dei principi costituzionali espressi dalla Consulta appena un mese fa. È noto che i principi costituzionali sono quelli sui quali si fonda il nostro ordinamento giuridico e ai quali devono conformarsi tutte le leggi ordinarie, quali quelle sugli enti locali: in questo caso il principio espresso sulla legge valdostana vale anche per quella siciliana. Appare quindi grave che l’A.R.S. non abbia usufruito della seconda occasione offertale dopo la sentenza della Consulta e non abbia riparato a una grave violazione dei principi costituzionali. Appare pertanto legittima, a mio parere, la volontà di alcuni sindaci che hanno già servito per due legislature di riproporsi per la terza consecutiva, sottoponendosi alla valutazione dei cittadini espressa tramite il voto, come avviene in tutti gli altri comuni italiani. Vedremo come si evolverà la situazione ma si profilano numerosi ricorsi giudiziali che potrebbero mettere in stallo le amministrazioni di molti comuni in un momento difficile per le realtà locali e per tutto il paese. Ancora una volta si deve stigmatizzare l’atteggiamento di una gran parte dell’A.R.S., che per ragioni inspiegabili sotto il profilo politico ma certamente illegittime sotto quello giuridico, ha reso più difficile e gravoso il confronto politico, che trova il suo apice quando gli elettori vengono chiamati alle urne, e ha arrecato un danno ai sindaci che stanno ogni giorno in prima linea nel loro difficile compito di amministrare le piccole realtà. A loro vanno i miei auguri.
Antonio Onofrio Campione
Avvocato Cassazionista
Stop al terzo mandato per i sindaci, caos in Sicilia. L’avvocato Campione: “Così si violano i principi costituzionali”

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