Archiviato il trionfo ottenuto sul campo della Sancataldese la Nissa si prepara ad affrontare il Gela in un altro derby carico di significati e insidie. Una settimana di passione non solo religiosa per i tifosi biancoscudati che sognano ad occhi aperti. La vittoria sui cugini verdeamaranto, a cui va il nostro sincero augurio di superare il delicato momento societario e di ottenere la salvezza, ha regalato ai biancoscudati la prima posizione della classifica, l'unica utile per ottenere la promozione in serie C. La scalata al vertice è stato il frutto di un processo virtuoso iniziato grazie alle cure di mister Di Gaetano che è riuscito a rimediare ai disastri sportivi causati dal precedente allenatore. La Nissa, grazie al costante e umile lavoro del tecnico palermitano ha ritrovato compattezza, ordine, organizzazione. È migliorata la tenuta atletica e gradualmente è maturata la fiducia nei propri mezzi. Oggi la squadra biancoscudata è la corazzata sognata dal presidente Giovannone, consapevole della propria forza e bella a vedersi. Un organico di assoluta qualità, un vero lusso per la categoria, è stato perfezionato anche grazie agli arrivi di tre calciatori protagonisti di prestazioni eccellenti. Cusumano in difesa, Provenzano a centrocampo, Alagna in attacco sono stati gli innesti decisivi in una squadra ricca di uomini abili ed esperti. La crescita costante di Palermo, De Felice, Terranova e la sicurezza regalata da Bruno e dal fenomenale portierino Castelnuovo hanno portato la Nissa a guardare tutti dall'alto. Colpisce l'ampiezza di una rosa che consente, nel corso delle partite, sostituzioni che danno freschezza alla squadra senza mai abbassare la qualità. Adesso il piccolo anatroccolo divenuto meraviglioso Cigno è chiamato alla difficile prova contro il Gela, una squadra che ha disputato un ottimo campionato riuscendo a restare sufficientemente indifferente a difficoltà societarie che trapelano dalla stampa e dai social. Una partita che potrebbe prestarsi a molte chiavi di lettura e dai significati che trascendono decisamente il mero aspetto calcistico. Ma noi riteniamo che il modo migliore per avvicinarsi a questo giovedì santo di passione calcistico sia quello mostrato nel dopopartita di San Cataldo. Sia la società che il saggio e preparato allenatore hanno subito sottolineato di non avere vinto niente e hanno evidenziato le difficoltà presentate dal calendario. Gli antichi greci conoscevano il concetto di hybris, quella tracotanza insita nell'eccesso e nella rottura dell'ordine divino e naturale, quella eccessiva superbia che finiva con l'essere punita dalla nemesi. Ebbene il miglior viatico alla prosecuzione della marcia di avvicinamento ad un obiettivo inseguito da 39 anni ci sembra che siano state le misurate dichiarazioni del dopopartita. I tifosi hanno giustamente festeggiato ma anche loro consapevoli della necessità di mantenere un approccio umile e concentrato. Evitiamo di leggere gli articoli poveri di spirito e di sportività che hanno reso la partita di andata una sorta di rivendicazione di indipendenza, ignoriamo le dichiarazioni scomposte sui social e manteniamo la nostra signorilità. Accogliamo la formazione gelese con stima e rispetto, come una squadra erede di una tradizione gloriosa che ha conosciuto grandi successi militando per tanti anni nel calcio professionistico grazie a grandi presidenti come Alessi e Alabiso. Gela era la spiaggia dei nisseni che frequentavano “La conchiglia” ed è una realtà operosa e produttiva con cui dobbiamo creare ponti per una crescita di tutta la provincia. Sosteniamo con tutto il cuore la nostra amata NISSA, affolliamo il Tomaselli e ricordiamoci dell'importanza del risultato che non è paragonabile al gracchiare scomposto di qualche modesto cronista. Domani tutti allo stadio, qualunque tempo faccia, e sempre sempre sempre FORZA NISSA.
Rombo di tuono
Settimana di passione per la Nissa capolista: al Tomaselli arriva il Gela

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