Sarebbe stata la stessa presunta vittima a cercare ripetutamente contatti e incontri con il giovane che aveva denunciato per atti persecutori. È questo uno degli elementi ritenuti decisivi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta, che ieri, 13 aprile 2026, ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un ventiseienne nisseno. Il ragazzo era finito ai domiciliari dopo un aggravamento della misura disposto lo scorso marzo, in seguito a una nuova denuncia presentata dall’ex fidanzata. Contro quel provvedimento il difensore, l’avvocato Massimiliano Bellini, aveva presentato appello cautelare, depositando messaggi e fotografie a sostegno della tesi difensiva. Richiesta che, in una prima fase, era stata respinta dal Tribunale del Riesame. Determinanti si sono rivelati, però, gli sviluppi successivi: le indagini difensive e gli accertamenti integrativi effettuati dalla Procura, su impulso della difesa, hanno fatto emergere nuovi elementi ritenuti rilevanti per la ricostruzione dei fatti. Alla luce del materiale acquisito, il GIP ha quindi disposto la revoca degli arresti domiciliari, evidenziando come le dichiarazioni della persona offesa non risultino credibili. In particolare, il giudice ha sottolineato che la stessa avrebbe continuato a cercare il giovane, chiedendo contatti e incontri, circostanza ritenuta incompatibile con il quadro accusatorio iniziale.









