È solo l’inizio, ma fa già fragore, come la paurosa frana che ha scosso Niscemi. Tredici gli indagati dalla procura di Gela che coordina l’inchiesta dopo il poderoso smottamento che a gennaio ha interessato il piccolo centro della provincia di Caltanissetta. E che è il prolungamento di quello del 1997, su cui, è l’accusa, non si è agito: nessuna opera strutturale realizzata, i fondi non spesi. Quattro i nomi pesanti, quelli degli ultimi presidenti della Regione, in carica dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci – oggi ministro alla Protezione civile, che peraltro dopo i fatti aveva sollecitato una indagine amministrativa sulle omissioni dopo la prima grossa frana del 1997 – e l’attuale capo della Giunta di Palazzo d’Orleans, Renato Schifani. «Ma ci saranno altri indagati», ha sottolineato parlando con il procuratore Salvatore Vella. «La nostra attività – ha detto Vella, il quale ha definito quella del 25 gennaio “la frana più grande d’Europa” – si sta concentrando su un periodo che va dal 2010 al 2026. Si tratta degli ultimi quattro presidenti della Regione siciliana, dei dirigenti della protezione civile, dei soggetti attuatori al contrasto del dissesto idrogeologico e del responsabile dell’Ati che avrebbe dovuto realizzare i lavori dopo la frana del 1997». Sono accusati a vario titolo di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana.



