Le avrebbero ascoltate per sei ore, mercoledì della scorsa settimana, durante la lunga attesa dell’interrogatorio del padre. Alice, la diciannovenne sopravvissuta alla strage familiare, e Laura, la cugina che per la ragazza è una sorta di seconda madre, avrebbero conversato in una sala della questura di Campobasso: una captazione ambientale, prassi investigativa consolidata in simili circostanze, che avrebbe impresso una nuova accelerazione all’inchiesta sul giallo di Pietracatella. Incongruenze e omissioni Il secondo ascolto di Laura Di Vita nell’arco di dieci giorni (il terzo dall morte di Antonella Di Ielsi e di Sara Di Vita) non è un passaggio neutro nelle indagini affidate alla Squadra mobile diretta da Marco Graziano. La cugina di Gianni Di Vita è stata nuovamente convocata giovedì pomeriggio e sentita, in qualità di persona informata sui fatti, per oltre quattro ore: è entrata attorno alle 15.30, con cappuccio, sciarpa e occhiali scuri, ed è uscita poco dopo le 20. Un’altra lunga escussione, come quella del 9 aprile, per ripercorrere i giorni precedenti all’avvelenamento di Antonella e Sara. Gli investigatori avrebbero riscontrato diverse discrepanze rispetto ai racconti di Gianni e di Alice sulla cena del 23 dicembre e, soprattutto, alcune omissioni riguardo ai rapporti di Laura con il cugino e con la moglie Antonella, circostanze invece riferite da altri testimoni. La conversazione tra Laura e Alice Proprio durante le ore trascorse con Alice nella sala d’attesa della questura sarebbero emersi elementi tali da indirizzare i riflettori sulla figura della cugina, che ieri ha chiuso i propri profili social. Quarant’anni, nubile, insegnante di sostegno, laureata in marketing, anche lei molto conosciuta e stimata a Pietracatella. Il legame con Gianni Di Vita risulterebbe particolarmente stretto: al punto da aver accolto lui e la figlia nella sua abitazione, situata di fronte alla casa tuttora sotto sequestro, dove — secondo gli inquirenti — a madre e figlia sarebbe stata fatta ingerire la micidiale ricina. Chi è entrato in casa il 23 dicembre L’attenzione investigativa si concentra non solo su chi fosse seduto a tavola la sera del 23 dicembre — unica cena alla quale Alice, uscita con amici in un pub del vicino borgo di Sant’Elia, non ha partecipato — ma anche su chi, in quelle ore, possa essere entrato nell’abitazione. La cugina, che pare abbia documentato di essere stata a cena con un altro nipote, potrebbe comunque essere passata più volte da casa, considerata la consuetudine e la vicinanza dei rapporti.








