(Adnkronos) – Stagione a rischio per i naturisti di Roma che, dal 1999, per volontà dell'allora sindaco Francesco Rutelli, hanno una loro area dedicata a Capocotta, sul litorale capitolino. E che oggi rischiano di perderla. L'anno scorso, spiega all'Adnkronos la presidente dell'Anoca, l'associazione naturista di Capocotta, Lorenza Spadini, "è uscita fuori l'esigenza di regolarizzare le concessioni e, quindi, di fare dei bandi. Questo è successo perché, in realtà, queste concessioni sono rimaste sempre un po' 'appese' e non regolarizzate. Per questo, è stato fatto il bando nel 2025, che è stato vinto dai nostri gestori storici, che ci sono dal '99, da quando Rutelli decretò che quella spiaggia, quei 200 metri, erano per i naturisti". "Il problema è stato che questo è un bando a parte, differente da quello che è stato fatto per gli altri chioschi: la durata è di soli 4 anni invece che di 6, e dura 180 giorni all'anno. Quindi – prosegue Spadini – i gestori dovrebbero costruire, poi buttare giù tutto ogni 180 giorni. Demolire per poi ricostruire l'anno successivo, è assurdo. La seconda è che, non si capisce come mai, i gestori del chiosco, gli stessi dal 1999, hanno chiesto più volte i permessi, demolendo e smontando come richiesto, ma questi stessi permessi non vengono rilasciati dagli uffici competenti: è un anno che i gestori dell'Oasi, il chiosco storico, si arrangiano ma non riescono davvero a partire, pur avendo vinto il bando. Siamo alla fine di aprile, e ancora non sappiamo né quale sarà il destino di questa area né se, per la seconda stagione di fila, i gestori riusciranno a partire davvero". Duecento metri di spiaggia, dedicata al naturismo che, dal 1999, vede un riferimento nel chiosco L'Oasi di Veronica Ciotoli, "da quando Rutelli fece questo fiore all'occhiello. Siamo – afferma Ciotoli all'Adnkronos – l'unica spiaggia libera attrezzata dedicata al naturismo, con servizio di noleggio ombrelloni e ristorazione, bar e ristorante". Fino all'anno scorso, quando i 60 metri quadri dell'Oasi sono stati demoliti: "Ci hanno detto che eravamo abusivi, e ci hanno obbligato a fare un bando che non rispettava assolutamente nessuna forma degli altri bandi. Ci hanno concesso nel bando un chiosco di 49 metri quadri, mentre l'altro era di 60, e amovibile a 180 giorni. Quindi andrebbe installato il 1° maggio e dovrebbe essere rimosso il 26 di settembre. L'assurdità è che però ci chiedono la gestione delle dune per 365 giorni l'anno, l'apertura dei bagni 365 giorni l'anno e di adeguarci a tutte le normative previste per bagni, Asl, barriere architettoniche e per quanto riguarda la ristorazione. Ci hanno addirittura fatto demolire i servizi igienici, che andavano semplicemente modificati". Nell'oasi naturista quindi, a oggi solo macerie: "Per il 25 aprile e il 1° maggio – prosegue Ciotoli – ci aspettiamo che la spiaggia verrà presa d'assalto, ma per i naturisti non ci sarà la possibilità di usufruire di alcun servizio. Ho provato anche a scrivere al Comune di Roma, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta concreta. Una parte del Campidoglio crede che sia tutto a posto; ma in realtà, a causa dei vari disservizi di Dipartimento, Comune, polizia locale e di tutti gli enti coinvolti, tutto è assolutamente fermo e bloccato. E non riusciamo ad entrare in contatto con l'amministrazione". Inoltre, conclude la presidente dell'associazione Anoca Lorenza Spadini, "come associazione ci troviamo in una condizione assurda: non avendo più la guardiania dei gestori, oltre ai servizi, al rispetto delle dune, alla spiaggia, oggi siamo invasi da guardoni e maniaci: ci troviamo quindi, di fatto, a non poter usufruire di questi nostri 200 metri di spiaggia, i primi in Italia in concesione al naturismo. Nessun servizio, solo maniaci. Da noi vengono tante donne da sole, trans, disabili, qualunque tipo di differenza perché per noi il rispetto è assoluto e nessuno guarda nessun altro: oggi purtroppo, chiunque rischia di trovarsi o davanti a un guardone oppure di essere intimorito da atteggiamenti intimidatori. Abituati dal 1999 a usufruire di una vera e propria oasi – conclude – adesso ci troviamo in un girone dell'inferno. Quel clima è finito e quella filosofia oggi è stata completamente devastata".
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Estate a rischio per l’oasi dei naturisti di Capocotta: “Senza chiosco vittime di intimidazioni e guardoni”

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