Ha parlato “della beffa della menzogna e delle connivenze”, della “corruzione che si consuma nei palazzi del potere” e di una “Sicilia in cui certi uomini si sentono gabbiani capaci di volare alto ma sono solo galline che beccano nella spazzatura”. Così l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, intervenuto ieri pomeriggio alla presentazione del romanzo di Salvatore Falzone “Il sale dei morti” (Neri Pozza), un noir ambientato in Sicilia che indaga la morte misteriosa di un giovane migrante, Youssef, poeta e giardiniere, sullo sfondo di un malaffare legato alla gestione di una miniera dismessa.
“Il romanzo di Falzone mi ha arricchito” – ha detto mons. Lorefice. “Ne consiglio la lettura perché è un testo che ci aiuta ad aprire gli occhi e risveglia la nostalgia di ripensare in profondità la nostra vocazione ad abitare un giardino e non un campo di competizione e di battaglia. Siamo chiamati alla bellezza della vita, a vivere in un mondo casa e non in una landa fatta di ululati e violenza”. Citando una frase del romanzo, mons. Lorefice ha aggiunto che “davvero la vita di un extracomunitario non costa nulla. Questa frase ci dà uno spaccato di ciò che tocchiamo con mano nella nostra terra. Gli extracomunitari sono considerati scarti. Ed è significativo che nel romanzo la vittima sia proprio un giovane marocchino richiedente asilo. Uno scarto da eliminare”.
Nella sua riflessione sui mali di una società segnata dall’egoismo e dall’indifferenza, Lorefice ha anche registrato “il segnale positivo e carico di speranza della partecipazione dei giovani al recente referendum oltre che la loro vicinanza al dramma di Gaza”.
L’evento è stato organizzato dalla Fondazione Gaetano Costa e ha visto la partecipazione dell’avvocato Sergio Russo e del giornalista Francesco Terracina.
Presentato a Palermo il libro di Salvatore Falzone “Il sale dei morti”, l’arcivescovo Lorefice: “Testo che apre gli occhi, tra corruzione nei palazzi e migranti trattati come scarti”

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