Doveva essere un intervento programmato e a basso rischio, ma si è trasformato in una tragedia. Adam Mohamed Abdelmoeti Ibrahim Seddik, bimbo di due anni e mezzo, martedì 14 aprile è morto dopo un’operazione al braccio all’ospedale di Rovigo. Decisivo un arresto cardiaco sopraggiunto durante le fasi critiche successive all’intervento e culminato durante il trasferimento d’urgenza a Padova.
La famiglia, di origini egiziane, si era stabilita prima a Milano e poi in provincia di Parma, a Fidenza. Adam, uno dei quattro figli, era nato con una lesione del plesso brachiale destro che interessava spalla, gomito e mano, compromettendo il corretto movimento dell’arto. Dopo un primo intervento effettuato in Egitto nei primi mesi di vita, senza esito risolutivo, il bambino era stato seguito a Parma con terapie specifiche. Successivamente, ai genitori era stato indicato l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo come centro specializzato per questo tipo di chirurgia.
L'operazione, poi qualcosa va storto: stroncato da un arresto cardiaco in ambulanza
L’operazione, fissata nelle prime ore del mattino, era considerata una procedura di routine in ambito pediatrico. Tuttavia, durante l’intervento si sarebbe verificato un improvviso peggioramento delle condizioni cliniche del piccolo. Secondo quanto ricostruito, circa un’ora dopo l’inizio dell’operazione è sopraggiunto un arresto cardiaco che ha reso necessario il trasferimento immediato all’ospedale di Padova, centro di riferimento per le emergenze pediatriche.




