Aveva iniziato da solo, pala in mano. Adesso, dopo giorni di segnalazioni e un gesto che aveva acceso i riflettori sulla vicenda, al borgo Santa Rita arrivano finalmente gli operai del Comune. Da lunedì mattina sono in corso i lavori di ripristino del manto stradale lungo la via che conduce al piccolo insediamento alle porte di Caltanissetta. Una svolta attesa, dopo l’iniziativa di padre Carmelo Carvello che, esasperato dalle condizioni della strada e dopo numerosi appelli rimasti senza risposta, aveva deciso di intervenire personalmente per tappare le buche. Un gesto concreto, nato dalle difficoltà quotidiane di fedeli e residenti: raggiungere la messa, accompagnare i figli a scuola, evitare danni alle auto. Disagi che avevano trasformato una denuncia in azione, attirando l’attenzione sullo stato di abbandono della strada. Oggi, però, il segnale è arrivato. «Devo esprimere la mia gratitudine al Comune di Caltanissetta, era doveroso – dice padre Carvello – però va detto che hanno superato delle difficoltà notevoli. Ma la cosa più importante è che siamo giunti ad un risultato». Il parroco ringrazia anche il vescovo Mario Russotto, sottolineando il sostegno ricevuto: «La mia gratitudine anche al vescovo che mi ha nominato rettore della chiesa del Borgo Santa Rita e mi è vicino in questo percorso non solo di evangelizzazione ma anche di promozione umana». Una vicenda che, nelle parole del sacerdote, diventa anche un messaggio più ampio: «Se ci impegniamo tutti quanti, dalle piccole cose, possiamo farne di grandi». L’intervento arriva in un momento cruciale per la comunità del borgo. Tra pochi giorni, infatti, si celebrerà la festa di San Giuseppe Lavoratore, in programma il 1° maggio, appuntamento molto sentito che richiama centinaia – se non migliaia – di persone. «In particolare adesso per la festa di San Giuseppe Lavoratore avremo migliaia di persone che raggiungeranno il borgo per la tavolata e per le rappresentazioni», aggiunge il parroco. Il programma della giornata prevede al mattino il Rosario e la messa solenne, mentre nel pomeriggio spazio al cammino con San Giuseppe, alla rappresentazione sacra del “Tup Tup”, alla celebrazione eucaristica e alla tradizionale benedizione della tavolata, con momenti di musica e aggregazione. La strada, da simbolo di abbandono, diventa così il segno concreto di una comunità che si muove e che, partita dal basso, è riuscita a ottenere una risposta.








