Un’assoluzione piena e una condanna. È questo l’esito del processo con rito abbreviato celebrato davanti al Gup del Tribunale di Caltanissetta, Sofia Milone, che ha riguardato due uomini imputati per violenza sessuale e sequestro di persona ai danni di una donna straniera. I fatti risalgono al maggio del 2025 e si sarebbero consumati nelle campagne di Riesi. Secondo la ricostruzione accusatoria, i due imputati avrebbero offerto un passaggio alla donna per poi condurla in un ovile. Qui, sempre secondo l’accusa, uno dei due l’avrebbe costretta a subire atti sessuali contro la sua volontà, mentre entrambi l’avrebbero trattenuta privandola della libertà personale. Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero aveva chiesto condanne pesanti: 9 anni e 4 mesi di reclusione per D.P.G. e 6 anni e 8 mesi per B.O. Diversa, invece, la versione fornita dalle difese. I due imputati hanno sostenuto che si stavano recando all’ovile per accudire gli animali e che, lungo il tragitto, avrebbero dato un passaggio alla donna. Una volta arrivati, secondo quanto ricostruito in aula, B.O. – che era alla guida del veicolo – avrebbe avuto un approccio fisico nei confronti della donna, fatto di baci e palpeggiamenti, mentre D.P.G. sarebbe rimasto estraneo ai fatti perché impegnato a occuparsi degli animali. Il giudice ha accolto in larga parte questa impostazione difensiva. D.P.G., difeso dall’avvocato Giuseppe Dacquì, è stato assolto da tutte le accuse. Per B.O., difeso dall’avvocato Giovanni Sanfilippo, è arrivata invece una condanna per il solo reato di violenza sessuale: 3 anni, 1 mese e 10 giorni di reclusione. L’uomo è stato invece assolto dall’accusa di sequestro di persona. Una decisione che ridimensiona in maniera significativa il quadro accusatorio iniziale, anche alla luce della qualificazione dei fatti come episodi di minore gravità, limitati – secondo quanto emerso – a baci e palpeggiamenti, e che chiude, almeno in primo grado, una vicenda particolarmente delicata.







