Chiamare oggi per una visita e sentirsi rispondere che la prima disponibilità è tra due anni. Succede anche questo nella sanità pubblica, e a raccontarlo è una lettrice nissena di 42 anni che ha deciso di rivolgersi alla redazione di Seguo News per segnalare una situazione che definisce “inaccettabile”. «Ho chiamato per prenotare una semplice visita ginecologica con ecografia – racconta – e mi è stato detto che il primo posto disponibile è a maggio 2027. Una vera vergogna». Una storia che si intreccia con un percorso sanitario già delicato. «Dodici anni fa ho avuto un tumore all’utero – spiega – e adesso dovrei fare un controllo perché c’è qualcosa che non va. Ho l’esenzione 048, ma il medico di famiglia mi ha detto che può indicare solo la priorità programmabile». Tradotto: niente corsie preferenziali, nonostante il precedente oncologico. E così, come accade sempre più spesso, la soluzione diventa una sola. «Ovviamente farò tutto a pagamento», ammette con amarezza. Ma la segnalazione va oltre il caso personale e diventa una denuncia più ampia. «Come si fa a parlare di prevenzione se poi le attese sono sempre infinite? – si chiede -. Queste liste d’attesa danneggiano soprattutto i cittadini meno abbienti, che non possono permettersi visite private».







