“Il recente sequenziamento genetico del virus suggerisce fortemente che i campioni” di hantavirus “dei passeggeri” della nave Mv Hondius “analizzati e confermati come casi sono collegati alla stessa fonte di infezione originaria. Le informazioni genomiche dimostrano inoltre che il virus coinvolto nell’epidemia è simile a quelli del ceppo Andes già noti per circolare in Sud America e non rappresenta una nuova variante”. Lo puntualizza l'Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, in una nota. “Al momento – aggiunge l’agenzia Ue – non vi sono evidenze che questa variante si diffonda più facilmente o causi una malattia più grave rispetto ad altri virus Andes”.
L’Ecdc “continuerà a fornire aggiornamenti non appena saranno disponibili ulteriori informazioni”, ma tiene a ribadire che “gli sviluppi recenti non modificano la valutazione” della situazione “e il rischio per la popolazione generale nell’Ue/Spazio economico europeo (See) rimane molto basso”. Intanto, l’ente Ue “continua a collaborare strettamente con gli Stati membri, la Commissione europea, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e gli altri partner per sostenere una risposta coordinata e la condivisione delle informazioni”. In relazione a questo focolaio di hantavirus, l’Ecdc “ha rapidamente coinvolto il Laboratorio di riferimento di sanità pubblica dell’Ue per i patogeni virali emergenti, trasmessi da roditori e zoonotici, al fine di fornire supporto agli Stati membri per garantire diagnosi rapide e di alta qualità”
Hantavirus, arriva la conferma: “Non è mutato”

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