La Corte di Appello di Caltanissetta, con una sentenza pubblicata l’11/05/2026, ha chiarito un punto importante sull’Assegno Unico per i figli: anche se l’affido è condiviso, l’intero importo può essere dato al genitore con cui i figli vivono in modo stabile.
In pratica, la decisione guarda soprattutto alla vita reale dei figli e a chi si occupa ogni giorno di loro, mettendo al primo posto il loro interesse.
Il Caso in Esame
Il caso è nato dalla richiesta di una madre, cioè del genitore con cui i figli vivevano, di ricevere tutto l’importo dell’Assegno Unico.
In un primo momento, però, il Tribunale di Caltanissetta aveva respinto la richiesta della madre, assistita dagli avvocati Vincenzo Toscano e Aldo Bellomo.
Il Tribunale aveva applicato la regola generale secondo cui, quando l’affido è condiviso, l’assegno viene diviso a metà tra i due genitori.
La madre, ritenendo ingiusta questa decisione perché la metà dell’Assegno Unico ricevuta dal padre non veniva utilizzata esclusivamente per i figli, ha deciso di fare appello con l’aiuto dei professionisti dello Studio Legale Toscano – Bellomo.
Nell’appello, gli avvocati hanno spiegato che la situazione concreta era diversa da quella descritta in modo astratto dalla norma: i figli vivevano solo con la madre e non avevano un rapporto continuo con il padre. Per questo, era la madre a occuparsi ogni giorno dei loro bisogni.
La Corte di Appello di Caltanissetta ha dato ragione alla madre e ha cambiato la decisione del Tribunale. I giudici hanno spiegato che la divisione al 50% è la regola generale, ma non deve essere applicata in modo automatico se ciò non tutela davvero i figli. L’obiettivo principale, infatti, è fare in modo che l’aiuto economico sia concreto ed efficace per la famiglia.
La Corte ha anche precisato che dare tutto l’assegno al genitore che vive con i figli e provvede alle loro necessità quotidiane rende più semplice la gestione e permette di usare subito quelle somme per i bisogni dei minori.
Cosa Significa Questa Sentenza per le Famiglie Separate
Gli Avvocati Vincenzo Toscano e Aldo Bellomo evidenziano che la decisione della Corte di Appello può essere importante per molte famiglie separate.
Infatti l’affido condiviso non significa sempre, in automatico, che l’Assegno Unico debba essere diviso esattamente a metà.
Il giudice può quindi decidere di assegnare il 100% dell’assegno al genitore collocatario, soprattutto quando:
- i figli vivono in modo stabile soprattutto con uno dei due genitori;
- quel genitore sostiene la maggior parte delle spese e si occupa della vita quotidiana dei figli;
- il rapporto con l’altro genitore non è continuo, e quindi non è certo che la sua quota venga usata davvero per i figli.
In sostanza, questa sentenza ricorda un principio fondamentale del diritto di famiglia: conta più la realtà concreta della vita dei figli che una regola applicata in modo rigido.
In altre parole, viene prima il benessere dei minori e il sostegno economico deve andare a chi si prende cura di loro ogni giorno.








