(Adnkronos) – Non solo vittime di un lutto che si rinnova continuamente dal giorno in cui Chiara Poggi, il 13 agosto del 2007, venne trovata uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco, ma anche travolti da una ondata di accuse e ricostruzioni arbitrarie insopportabili e rispedite al mittente con le carte bollate. Nella pioggia di querele che il pool difensivo della famiglia Poggi ha indirizzato alla Procura di Milano e non solo – gli insulti sono partiti da tastiere lungo l'intera Penisola – i reati contestati sono, in particolare, di diffamazione aggravata e stalking nei confronti di soggetti che "hanno insistito su argomenti usciti dalla fantasia più assoluta e che sono andate a incidere sulla vita delle singole persone". Un'esplosione di odio social nato con la nuova inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio e il convincemento della famiglia della vittima Chiara, uccisa a Garlasco, della colpevolezza di Alberto Stasi condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto del 13 agosto 2007. I gentitori, Giuseppe Poggi e Rita Preda, e il fratello Marco "hanno vissuto malissimo, essere aggrediti senza possibilità di replica come succede in queste trasmissioni online dove non c'è un reale contradditorio e che sono talmente tante che diventa impossibile seguirle", spiega l'avvocato Gian Luigi Tizzoni. La lista delle querele contiene blogger, youtuber e leoni da tastiera. "Sicuramente fa male sentirsi giudicati su cose inesistenti senza poter interloquire con soggetti che raggiungo 200-300mila visualizzazioni, persone che in quanto non giornalisti non sono sottoposte a regole deontologiche e che guadagnano con fake news. Di contro in molti hanno manifestato comprensione o espresso solidarietà alla famiglia Poggi". Per chi amava la ventiseienne "era prioritario l'accertamento della verità e l'hanno ottenuta". Per l'avvocato pensare che i familiari della vittima possano essere stati ostili nei confronti dell'indagine su Sempio per non risarcire il condannato "è svilente. Quelle somme (Stasi versa circa 350 euro al mese come risarcimento, ndr) sono bloccate su un conto dedicato, la famiglia Poggi non le usa per vivere e va avanti serenamente con le proprie disponibilità".
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Caso Garlasco, il legale dei Poggi e la pioggia di querele contro blogger e hater: “Feriti da aggressioni basate su cose inesistenti”

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