Non v'è prova che il ladro di corrente, per oltre 9 mila euro, fosse lui. Da qui il verdetto assolutorio a conclusione del processo a carico di C.N., 41 anni (assistito dall'avvocato Rosario Didato), originario di Torino e abitante nel centro storico di Caltanissetta, accusato di furto aggravato di energia elettrica. Il giudice Giuseppina Chianetta ha pronunciato la sentenza di non colpevolezza per insufficienza di prove, accogliendo le tesi della difesa
I fatti contestati risalgono all'agosto del 2023. Secondo l'impianto accusatorio, l'imputato avrebbe fruito di un allaccio abusivo alla rete pubblica all'interno di un appartamento di proprietà di un ottantaduenne nisseno. Nel gran calderone anche un presunto contratto fittizio di fornitura tra il primo luglio 2019 e il 22 agosto 2023 a nome dello stesso proprietario.
Il danno è stato quantificato dai tecnici del servizio elettrico nazionale 9.345 euro, accertato dopo il ritrovamento di un cavetto a due fili collegato al misuratore manomesso. Durante il dibattimento, però, non è stata raggiunta la prova che l'autore della manomissione fosse il quarantunenne che abitava in quella casa, così da uscire dal processo con formula assolutoria.








