Condannato per i rapporti sessuali consumati con un'appena adolescente non ancora tredicenne, ripresi con il cellulare e quei video poi sarebbero stati pure visti da altri ragazzi. E poi, quando tutto è finito, l'avrebbe anche perseguitata. Ora per lui, un adesso ventunenne, M.F., è arrivata la condanna a 7 anni e 6 mesi di reclusione, assai più severa dei cinque anni e mezzo chiesti dal pm. E dovrà pure risarcire. Questo il verdetto emesso dal gup Graziella Luparello che, con il rito abbreviato, ha processato il giovane – attualmente agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico – accusato di atti sessuali continuati con minorenne sotto i quattordici anni, stalking e produzione di materiale pedopornografico aggravata. Ma non è tutto. Sì, perché l'imputato (difeso dall'avvocato Giovanni Sanfilippo), dovrà versare una provvisionale di 10 mila euro, immediatamente esecutiva, in favore delle parti civili, i genitori dell'adolescente (assistiti dall'avvocato Boris Pastorello), che dovrà anche risarcire secondo l'entità che verrà poi stabilita in un procedimento dedicato. È strato pure interdetto in perpetuo da tutela, curatela e sostegno, da qualunque incarico nelle scuole e ovunque siano presenti minori. E per un anno, dopo l'esecuzione della pena, non potrà avvicinarsi a zone frequentate da minorenni. L'intero scenario finito al centro del processo è racchiuso tra fine febbraio 2024 e il settembre successivo. I rapporti sessuali tra loro sarebbero andati avanti per cinque mesi, fino al luglio di due anni fa. Lui diciannovenne, lei appena tredicenne. Non costretta a subire. Ma a un certo punto pressata, con il ricatto d'interrompere la loro relazione se la ragazzina si fosse rifiutata. E poi minacciata perché «era solo sua» e le avrebbe «stoccato le gambe» se avesse avuto rapporti con altri. Quei loro momenti intimi, ripresi con il cellulare all'insaputa di lei, poi sarebbero stati visti anche da altri. Con il sospetto, rimasto irrisolto, che siano stati pure diffusi in chat. Il procedimento a carico dell'allora diciannovenne è poi scattato sull'onda della querela che, nell'ottobre 2024, i genitori dell'adolescente hanno presentato temendo per la loro figlia, che per mesi sarebbe stata minacciata dopo la fine della relazione, chiusa a luglio.







