(Adnkronos) – Londra ha fatto da scenario a un evento che promette di cambiare radicalmente il modo in cui ci sposteremo nei prossimi anni, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale potenziata dall’utilizzo dei computer quantistici. A condurre questo cambiamento sono due personalità italiane: Andrea Pontremoli, amministratore delegato della celebre azienda automobilistica Dallara, e Alessandro Curioni, capo della ricerca di Ibm in Europa. Entrambi sono stati protagonisti di un panel all'evento Sxsw London, durante il quale viene messa sotto alla lente di ingrandimento la vita di tutti i giorni per cercare di renderla più sostenibile ed efficiente nel futuro prossimo. Uno degli aspetti cruciali riguarda la mobilità, sempre più centrale oggigiorno considerato l’andamento molto altalenante del costo del petrolio dovuto alle note guerre in atto. Riuscire a rendere i mezzi di trasporto più aerodinamici è il cuore di un progetto che vede l’Italia in prima fila a livello mondiale. Più aerodinamica significa meno utilizzo di carburante. “Fino ad oggi, progettare una macchina che consumi poco e scivoli bene nell'aria ha richiesto tempi lunghissimi", racconta ad Adnkronos Andrea Pontremoli, incontrato insieme ad Alessandro Curioni. "Gli ingegneri usano la galleria del vento, una specie di immenso ventilatore che soffia aria su un’auto ferma per simulare il movimento su strada, oppure complessi programmi di simulazione al computer. Entrambi i metodi richiedono ore, se non giorni, di calcoli matematici per verificare ogni singola modifica e, loro stessi, consumano enormi quantità di energia. Ora, grazie a un nuovo modello di intelligenza artificiale sviluppato da Ibm, questo scenario sta per cambiare", sottolinea. “L'Ai permette di fare un salto in avanti: evita i lunghi calcoli matematici tradizionali e passa direttamente dai dati raccolti nei test ai risultati finali”, aggiunge il direttore della ricerca di Ibm in Europa. “Il sistema è mille volte più veloce dei sistemi normali, mantenendo una precisione quasi assoluta, vicina al 99%. Per fare un esempio concreto, durante un test su una vettura da corsa tipo Le Mans, il calcolo per ottimizzare una parte dell'auto è sceso da diverse ore a soli dieci secondi. Questo permette la cosiddetta ‘progettazione inversa’: l'ingegnere non deve più disegnare una forma e sperare che vada bene, ma può dire direttamente al computer quale risultato vuole ottenere ad esempio, quanta stabilità o quanta velocità desidera, e sarà l'algoritmo a creare la forma perfetta da zero”. “L'aspetto più interessante è che questa tecnologia non servirà solo per le auto da corsa, ma per i mezzi che usiamo tutti i giorni – continua Pontremoli -. Dobbiamo ricordare che la resistenza aerodinamica e il peso del veicolo sono tra i principali fattori che influenzano i consumi energetici di un mezzo per spostarsi e, in molte condizioni di guida, rappresentano la maggior parte dell'energia richiesta per il movimento. In base a determinate condizioni, possiamo dire che l'aria che un’auto fende muovendosi e il suo peso determinano anche fino all'85% dei suoi consumi energetici. Applicando questi modelli di calcolo basati sull’intelligenza artificiale a una normale auto di famiglia, diciamo del valore medio di 25.000 euro, siamo riusciti a tagliare i consumi fino al 30%. L'energia che costa meno in assoluto è quella che decidiamo di non utilizzare, non quella elettrica”, ricorda Pontremoli. Se l'auto incontra meno resistenza, serve meno energia per muoverla. Lo stesso identico principio si potrà applicare a treni ad alta velocità, navi e aerei commerciali. Il passo successivo di questa rivoluzione sarà l'uso dei computer quantistici, macchine di nuova generazione basate sulle leggi più profonde della fisica. Curioni ha evidenziato all'Adnkronos che questi supercomputer lavorano in modo totalmente diverso da quelli odierni, diventando essi stessi efficienti in questo processo di ottimizzazione dell’utilizzo dell’energia su più fronti, dato che il calcolo quantistico non disperde energia sotto forma di calore, altrimenti il sistema smetterebbe di funzionare. Pontremoli ha infatti ricordato, in maniera scherzosa, i suoi inizi in Ibm negli anni ‘80, per passare poi successivamente alla guida di Dallara: “Dicevo sempre che il mio vero lavoro era fare l'idraulico, perché dovevamo usare enormi flussi d'acqua per raffreddare i circuiti che scottavano. Ancora oggi, i normali computer sprecano circa il 40% dell'energia solo in calore. I computer quantistici elimineranno questo spreco ed entro il 2030, la loro potenza passerà dalle attuali 5.000 operazioni contemporanee a ben 100 milioni, aprendo scenari oggi inimmaginabili”. In questa sfida tecnologica globale, l'Europa e l'Italia hanno una grande opportunità. “Non possiamo competere con i colossi americani o cinesi sulla costruzione fisica dell’hardware di base, microchip in particolar modo, un settore in cui le grandi aziende private investono cifre astronomiche. Ma possiamo competere, se non addirittura essere leader, su un altro fronte: la conoscenza pratica e il controllo dei dati. Dallara possiede un archivio di dati aerodinamici e una conoscenza della fisica che non esistono in nessun’altra parte del mondo. La formula vincente per il futuro non è quindi inseguire gli altri sul loro terreno, ma usare i super computer di domani per valorizzare le nostre storiche eccellenze industriali”, conclude Curioni. (di Alessandro Allocca)
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Ai e computer quantistici per le auto del futuro: ecco il progetto ‘italiano’ che rivoluzionerà la mobilità

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