Sono dodici gli indagati nell’inchiesta sulla presunta corruzione al Cefpas di Caltanissetta. Nelle prime ore di oggi gli agenti della Squadra Mobile hanno bussato alle loro porte per sequestrare materiale informatico. Secondo l’impostazione accusatoria, i fatti risalirebbero allo scorso anno.
L'allora direttore del Centro, Roberto Sanfilippo, conferì un incarico a Domenico Reina, fratello del cardinale Baldo Reina, vicario di Leone XIV a Roma. Per la Procura, Sanfilippo, tramite le nomine indicate dal deputato regionale Gallo Afflitto, si sarebbe garantito la designazione ai vertici dell’ente regionale che cura la formazione del personale sanitario. Un presunto accordo sotterraneo. Per i pm di Caltanissetta, l'intera gestione si sarebbe “piegata” per interessi economici, con il ruolo decisivo di Pontillo.
Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura della Repubblica il direttore pro tempore del Cefpas avrebbe posto in essere condotte corruttive per atti contrari ai doveri d’ufficio, asservendo le sue funzioni di capo dell’ente agli interessi del deputato regionale, tra cui: l’assegnazione dell’incarico dirigenziale per esperto amministrativo giuridico a un funzionario del Cefpas, uomo di fiducia del deputato, secondo criteri di assegnazione concordati con lo stesso; l’assegnazione alla moglie del deputato, su richiesta di quest’ultimo, di quattro incarichi di consulenza e la sottoscrizione di un contratto a tempo determinato al Cefpas; la sottoscrizione di un accordo quadro tra Cefpas e Asp di Agrigento, su richiesta del deputato, per avviare procedure di distacco di personale tra i due enti, in modo che la moglie dell’esponente politico potesse lavorare ad Agrigento; l’affidamento di un appalto per la realizzazione di una biblioteca digitale ad un operatore economico privo di competenze in materia, fratello di un alto prelato, della cui influenza sull’elettorato cattolico l’esponente politico intendeva avvalersi; l’aver indotto il rappresentante legale di una società edile, aggiudicataria di un appalto di manutenzione con il Cefpas, a mettersi a completa disposizione del deputato; l’assegnazione di vari incarichi al Cefpas a soggetti indicati dal deputato, al fine di soddisfare interessi personali o economici di quest’ultimo. Come controparte l’esponente politico e un dirigente del Cefpas, che svolge l’incarico di esperto giuridico amministrativo, in concorso tra loro, avrebbero assicurato al direttore dell’ente la nomina al vertice del Cefpas per tre anni e il mantenimento della carica. La corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio è stata contestata anche al dirigente dell’Asp di Agrigento, che avrebbe sottoscritto l’accordo quadro con il Cefpas per favorire la moglie del deputato, al fine di mantenere il suo ruolo di direttore dell’Asp; al rappresentante legale di una società edile, il quale avrebbe promesso al deputato la messa a disposizione della sua azienda in cambio di favoritismi per l’esecuzione dell’appalto; al funzionario regionale in quiescenza, in quanto, quale componente della “Commissione di valutazione per l’assegnazione dell’incarico di esperto giuridico amministrativo del Cefpas”, avrebbe favorito il funzionario del Cefpas, uomo di fiducia del deputato, accettando la promessa di futuri incarichi. Infine, il reato di falso ideologico è stato contestato a un funzionario del Cefpas e a un medico in quiescenza i quali, membri della “Commissione di Valutazione” per la realizzazione della biblioteca virtuale, avrebbero falsamente attestato che l’elaborato contenente il progetto fosse stato effettivamente proposto all’operatore economico che si è aggiudicato la gara.








