Il Sun apre il sito scrivendo «il passato brutale dell’isola dei matrimoni «mafia chic» amata dalle star Dua Lipa e Charli Xcx», aggiungendo che «sullo sfondo della splendida isola italiana si cela un passato oscuro guidato da Cosa Nostra, che ha governato la Sicilia con il pugno di ferro per 150 anni». Con tanto di foto che immortalano alcuni dei momenti più significativi e drammatici della recente storia della mafia, dalla strage di Capaci all’arresto di Giovanni Brusca.
Il Telegraph, in un articolo che racconta la prima giornata di festeggiamenti, proiettandosi sulla festa che si terrà oggi a Bagheria, tra le altre cose descrive la località come «parte del triangolo della morte, dove i mafiosi torturavano e uccidevano i loro rivali in una fabbrica di chiodi abbandonata, per poi sciogliere i corpi nell’acido. E si cita Bernardo Provenzano, anche con foto. Anche se nello stesso articolo si sottolinea «che dopo decenni di spargimenti di sangue le autorità hanno intensificato la lotta contro la criminalità organizzata», e la stessa Bagheria «è diventata famosa per ospitare matrimoni sfarzosi e come location cinematografica ed anche il turismo è in piena espansione».
«Prendo atto che il Telegraph ha modificato il titolo del proprio articolo sulle nozze di Dua Lipa, sostituendo l'inaccettabile riferimento al “covo della mafia” con l'espressione “ex covo della mafia”. Si tratta di una correzione doverosa, che conferma come le critiche mosse dalla Sicilia fossero fondate. Tuttavia, questa modifica non basta. Il danno d'immagine arrecato alla Sicilia e ai siciliani è stato enorme, perché ancora una volta la nostra terra è stata associata a uno stereotipo che non la rappresenta e che ignora decenni di sacrifici, di lotta alla criminalità organizzata e di riscatto civile, culturale ed economico. Le nozze di Dua Lipa hanno acceso i riflettori internazionali sulle bellezze e sulle eccellenze della Sicilia. È quindi ancora più grave che una testata prestigiosa abbia scelto di richiamare un cliché che mortifica un intero popolo. Per questo ritengo che la semplice correzione del titolo non sia sufficiente. Mi aspetto dal Telegraph delle scuse ufficiali alla Sicilia e ai siciliani. Il rispetto per la verità dei fatti e per la dignità di una comunità non può essere considerato un dettaglio editoriale». Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
Il sindaco di Palermo: dal Telegraph danno all'immagine alla città
«La correzione apportata dal Telegraph è un atto dovuto, ma non può certamente cancellare il danno arrecato all’immagine di Palermo e della Sicilia. Ancora una volta assistiamo al ricorso a uno stereotipo tanto abusato quanto ingiusto, che riduce una terra complessa, moderna e dinamica a una narrazione semplicistica e offensiva. Palermo ha compiuto un lungo, difficile e spesso doloroso percorso di riscatto. E’ una città che ha pagato un prezzo altissimo nella lotta alla mafia, con il sacrificio di servitori dello Stato, magistrati, forze dell’ordine, amministratori, giornalisti e cittadini comuni»: lo dichiara il sindaco, Roberto Lagalla, a proposito delle polemiche suscitate da un titolo del quotidiano britannico sulla festa di nozze di Dua Lipa.
«Da decenni – prosegue il sindaco – la comunità palermitana lavora per affermare una cultura della legalità, dell’inclusione e dello sviluppo, costruendo un modello che oggi viene riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Per questo appare surreale che nel 2026 si debba ancora combattere contro clichè che appartengono più all’immaginario di chi li utilizza che alla realtà dei fatti. Nessuno nega che il fenomeno mafioso non sia stato definitivamente sconfitto: proprio per questo magistratura e forze dell’ordine continuano a mantenere alta l’attenzione e a svolgere un lavoro straordinario di prevenzione e repressione. Ma proprio questa consapevolezza rende ancora più inaccettabile una rappresentazione caricaturale che ignora decenni di impegno civile e istituzionale. Viene da chiedersi se una parte della stampa internazionale non dovrebbe rivolgere il proprio sguardo anche verso altre realtà del mondo dove le organizzazioni criminali esercitano oggi un’influenza ben più pervasiva e meno contrastata di quanto accada a Palermo e in Sicilia. Fortunatamente esistono persone che preferiscono conoscere i luoghi prima di giudicarli. Dua Lipa è una di queste. Dopo aver visitato Palermo e la Sicilia lo scorso anno senza lasciarsi condizionare da pregiudizi o luoghi comuni, ha scelto di tornare. E non da turista qualsiasi: ha deciso addirittura di celebrare qui uno dei momenti più importanti della propria vita. E’ forse la risposta più eloquente a chi continua a raccontare una città che esiste ormai soltanto nei vecchi stereotipi e non nella realtà».








