I Carabinieri di Caltanissetta, in stretto raccordo con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, hanno dato esecuzione ad un arresto provvisorio per fini estradizionali emesso dall’Autorità giudiziaria pakistana nei confronti di un cittadino di quel Paese, indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
A carico del 41enne pakistano era stata inserita nel gennaio 2026 una “red notice” da parte di Interpol, a seguito dell’estensione delle ricerche in ambio internazionale da parte dell’Ufficio Interpol di Islamabad per l’esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare emesso nel dicembre 2025 dal Giudice Speciale dell’Immigrazione di Peshawar (Pakistan) in ordine al reato previsto dal Codice Penale pakistano di “traffico di esseri umani”, per cui può essere comminata, secondo quell’ordinamento, una pena massima di 14 anni di reclusione. L’arresto è stato convalidato dalla Corte d’Appello di Caltanissetta, su richiesta della locale Procura Generale.
L’operazione, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Caltanissetta e del ROS, ha consentito di localizzare il soggetto in un’abitazione del centro storico, ove è stato tratto in arresto e posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria italiana per lo svolgimento del procedimento estradizionale.
Nel corso dell’indagine, dall’analisi del provvedimento cautelare è emerso il coinvolgimento dell’arrestato in un traffico di migranti che partiti dal Pakistan, venivano fatti transitare dalla Libia, sulla rotta del Mediterraneo centrale, per fare ingresso illegale in Unione Europea, previo pagamento di consistenti somme di denaro all’organizzazione (corrispondenti a circa 11.000-12.000 € a persona).
Il sodalizio criminale pakistano sarebbe stato collegato anche a un episodio di naufragio di un'imbarcazione nei pressi di Zawiya, in Libia, a bordo della quale viaggiavano 73 passeggeri, 63 dei quali cittadini pakistani, di cui solo 33 sopravvivevano.








