Sono ricoverati nel reparto di Neurologia dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta due dei dieci pazienti intossicati da botulino dopo il cenone di Capodanno in un locale di Canicattì. Si tratta di due cinquantenni, ancora in prognosi riservata, le cui condizioni restano gravi ma stabili. Al loro arrivo in ospedale i due pazienti presentavano chiari sintomi neurologici della tossinfezione (visione doppia, difficoltà a parlare e respirare) preceduti da disturbi gastrointestinali: crampi addominali, vomito e diarrea. Fondamentale è stata la tempestività dei soccorsi. “Abbiamo subito individuato questa sindrome neurologica acuta con interessamento dei nervi cranici – spiega il primario del reparto di Neurologia del Sant'Elia di Caltanissetta Michele Vecchio – e sintomi tipici che inizialmente facevano pensare ad una sindrome di Miller-Fisher. A stranizzarci però è stato il fatto che i due pazienti sono arrivati a poche ore di distanza l'uno dall'altro. Abbiamo verificato dunque la presenza di altri pazienti con una tossinfezione alimentare che aveva preceduto di alcune ore i disturbi neurologici. Tossinfezione alimentare che era ancora attiva sicuramente in uno dei due pazienti. Questo link epiemiologico lo abbiamo allargato e abbiamo visto che in realtà c'erano altri 8 casi nei pronto soccorso di Agrigento e Canicattì. Un quadro che ha immediatamente innescato l'ipotesi che si trattasse di una tossinfezione alimentare da tossina botulinica e quindi abbiamo attivato il protocollo con la tempestiva segnalazione al Centro Antiveleni di Pavia e all'Istituto Superiore di Sanità. Segnalazione grazie alla quale è stato inviato d’urgenza, da Catania, il siero con anticorpi antitossina botulinica, somministrato a uno dei due pazienti che non aveva risposto alle terapie tradizionali”. Non è ancora chiaro cosa abbia scatenato la tossinfezione da tossina botulinica. “Tra gli alimenti sospetti – dice il primario – secondo i familiari dei pazienti, ci sarebbero delle tartine a base di sgombro consumate durante la festa, ma gli accertamenti da parte dell'autorità giudiziaria sono ancora in corso e non ho certezza di cosa abbia scatenato l'infezione”. Sulle condizioni dei pazienti il primario ha aggiunto: “Stanno meglio, stanno recuperando la situazione neurologica che all'inizio era gravissima. E' fondamentale individuare subito i sintomi precoci della compromissione neurologica, perché la tossina botulinica fa grossi danni e anche gli anticopri anti-tossina botulinica agiscono solo sulla tossina circolante, non sulla tossina che ha già danneggiato i nervi. E allora per evitare il danno sui nervi si deve lavorare sulla diagnosi precoce”. Il primario di Neurologia Michele Vecchio ha sottolineato anche che la grave infezione causata da botulino è un'evenienza rara. “Per quanto riguarda i pochissimi casi che si registrano – spiega il primario – in Europa è l'Italia ad avere la maggiore incidenza, e in particolare il Sud, probabilmente a causa del retaggio culturale alimentare su conserve e cibi sott'olio. Posso dire però che si tratta dei primi due casi trattati nei miei 38 anni di carriera”.








