Compie oggi cento anni Maria Curatolo Curto, una delle figure più luminose e tenaci della nostra città: una donna nata il 15 gennaio 1926, cresciuta in un’Italia che stava cambiando volto e che avrebbe presto conosciuto alcune delle sue pagine più drammatiche. La sua vita attraversa un secolo intero, e lo fa con la forza di chi non si è mai lasciato piegare dagli eventi, ma li ha trasformati in conoscenza, cultura e memoria.
Un’infanzia precoce, segnata dal talento e dalla disciplina
Nata a Caltanissetta in un periodo storico complesso, dimostra sin da piccolissima un carattere fuori dal comune. A soli quattro anni inizia la scuola elementare, quando ancora non esistevano regole rigide sull’età d’ingresso. La sua intelligenza brillante le permette di “saltare” più classi, arrivando all’università giovanissima.
Gli studi a Palermo sotto le bombe
Si iscrive alla Facoltà di Lettere di Palermo negli anni del fascismo, proprio mentre l’Europa scivola verso la Seconda guerra mondiale. Studia tra le macerie, tra aule che cambiano di giorno in giorno perché gli edifici crollano sotto i bombardamenti.
Racconta spesso – con una lucidità che commuove – la Palermo di prima della guerra:
una città elegante, fatta di villini, palazzi con giardini, viali alberati, un’eleganza che le bombe avrebbero ferito per sempre.
Durante i mesi più duri, è costretta a spostarsi fuori città, fino ad abitare in una casa di pescatori nella zona di Termini Imerese pur di continuare a studiare.
Il ritorno a Caltanissetta e il giorno più tragico
Nel 1943 rientra a Caltanissetta e assiste al bombardamento più devastante della storia cittadina: il 9 luglio 1943, quando la città fu colpita duramente durante l’Operazione Husky, causando centinaia di vittime e la distruzione di gran parte del centro storico Wikipedia.
Il suo ricordo di quel giorno è inciso nella memoria familiare:
la madre che urla mentre fa il bagno, la corsa terrorizzata per casa, e quella visione terribile – una mano rimasta impressa su un muro, appartenente a una delle tante vittime.
Un’immagine che nessun libro di storia potrà mai restituire con la stessa forza.
Una carriera scolastica e letteraria esemplare
Nonostante tutto, si laurea giovanissima e ottiene la cattedra a soli 22 anni. Inizia a insegnare quando molti dei suoi alunni sono più grandi di lei, ma conquista tutti con autorevolezza, passione e dedizione.
Per decenni insegna Italiano e Storia all’Istituto Magistrale di Caltanissetta, formando generazioni di studenti e diventando un punto di riferimento culturale per la città.
Parallelamente coltiva la scrittura:
- pubblica romanzi storici,
- compone poesie,
- partecipa a concorsi letterari ottenendo riconoscimenti prestigiosi, tra cui un premio a New York e diversi premi a Roma.
Un pilastro della cultura nissena
Oggi è la componente più anziana della Società Dante Alighieri, di cui conserva con orgoglio una medaglia d’onore. È stata inoltre insignita del titolo di “Scrittrice del Centro Sicilia”, riconoscimento che celebra il suo contributo alla memoria e alla cultura del territorio.
Un secolo di vita, un secolo di storia
Oggi, nel giorno del suo 100º compleanno, la città non festeggia solo una donna longeva, ma una testimone preziosa del Novecento:
una bambina prodigio, una studentessa sotto le bombe, una professoressa amatissima, una scrittrice raffinata, una custode della memoria siciliana.
La sua vita è un romanzo vero, fatto di coraggio, studio, sacrificio e bellezza.
Un patrimonio che appartiene alla sua famiglia, ma anche a tutta Caltanissetta.







