Mentre la politica del nostro territorio è interessata da gravissime vicende giudiziarie, i cittadini e le cittadine continuano a subire la negazione di fondamentali diritti di cittadinanza. A Caltanissetta e nell'intera provincia assistiamo da anni a un progressivo indebolimento del sistema sanitario pubblico, con conseguenze sempre più pesanti sulla vita quotidiana delle persone. La riduzione dei posti letto, la cronica carenza di personale sanitario, la difficoltà nel garantire il pieno funzionamento dei reparti e le liste d'attesa interminabili hanno trasformato l'accesso alle cure in un percorso ad ostacoli.
Liste d'attesa spesso incompatibili con il diritto alla salute, che in molti casi costringono i cittadini a rinunciare alle cure o a rivolgersi al settore privato, finendo per trasformare un diritto costituzionale in un privilegio per pochi. A queste criticità si aggiunge una gestione emergenziale del personale che non può più essere considerata sostenibile. Una situazione che non rafforza la rete sanitaria territoriale, ma la rende più fragile, esponendo operatori e pazienti a ulteriori disagi.
A ciò si somma il ricorso esteso a contratti libero-professionali e a tempo determinato, che non garantiscono continuità assistenziale né stabilità lavorativa. L'assenza di una vera politica di investimento sul personale sanitario impedisce la programmazione a lungo termine e favorisce la costante fuga di professionisti che, una volta assunti stabilmente altrove, lasciano inevitabilmente il territorio. Il risultato è un sistema che fatica a trattenere competenze e a costruire un'organizzazione solida e duratura.
A fronte di queste difficoltà strutturali, negli anni si sono susseguiti annunci e promesse mai tradotte in atti concreti. Tra queste, l'ipotesi dell'istituzione del Policlinico a Caltanissetta, più volte presentata come grande occasione di rilancio sanitario, universitario e occupazionale, ma mai formalizzata attraverso scelte definitive da parte della Regione Siciliana.
Nel frattempo, la realtà quotidiana racconta un sistema sanitario in affanno, nel quale pazienti e famiglie affrontano disagi sempre maggiori, mentre i territori della provincia vengono spesso messi in competizione tra loro per difendere servizi essenziali che dovrebbero invece essere garantiti in modo equo e uniforme. Di fronte a questo scenario, sentiamo il dovere di pronunciare parole d'ordine semplici e chiare: bisogna porre fuori dalla sanità regionale una politica sempre più opaca e inaffidabile.
Un'esigenza, questa, confermata anche dalle notizie di stampa di questi giorni, che ricordano come l'onorevole Michele Mancuso compaia in un'inchiesta della Procura di Palermo nel contesto di indagini riguardanti la gestione del sistema sanitario. La sanità pubblica deve essere governata esclusivamente sulla base della competenza, della trasparenza e mettendo al centro il paziente e i suoi bisogni. Ed allo stesso tempo bisogna investire sulla sanità del territorio, puntando ad attrarre giovani medici e competenze. Da questo punto di vista sono centrali gli investimenti per la formazione del personale sanitario, per il suo aggiornamento e per la sua crescita professionale. Le responsabilità del sistema non possono e non devono mai ricadere su quanti operano con sacrificio negli ospedali e nei presìdi territoriali, che necessitano invece di sostegno e risorse.
Al contrario, desideriamo esprimere piena solidarietà e profondo rispetto a tutti gli operatori sanitari — medici, infermieri, OSS e personale amministrativo — che ogni giorno lavorano in condizioni difficilissime, spesso con organici ridotti, turni massacranti e strutture inadeguate, continuando nonostante tutto a garantire assistenza, professionalità e umanità. Caltanissetta, però, paga oggi il prezzo di anni in cui la sanità è stata troppo spesso raccontata e troppo poco costruita.Provare finalmente ad invertire la rotta, questa è la funzione che la politica deve assumere: non occupare il potere, ma dare risposte ai bisogni delle persone.
Armando Turturici
Carlo Vagginelli
Consiglieri Comunali di “Caltanissetta Futura e Democratica”








