Gli incontri avvenivano nello spiazzo dell’hotel San Michele di Caltanissetta. È lì che, secondo la procura, sarebbero state consegnate le mazzette destinate al deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso. L’ultima, duemila euro, nel maggio dell’anno scorso. Prima due tranche da cinquemila euro ciascuna. A pagarle sarebbe stato Lorenzo Tricoli, figura ogni presente nel centrodestra nisseno ma senza un incarico politico. Tangenti che, per la procura di Caltanissetta, servivano a sbloccare un contributo regionale di 98 mila euro in favore di un’associazione per alcuni spettacoli. I poliziotti della Squadra mobile hanno documentato i tre passaggi di denaro. Altri incontri sarebbero avvenuti nell’ufficio di Mancuso, perquisito nelle scorse ore, dove i poliziotti avrebbero trovato diversi soldi in contanti. L’indagine va avanti da almeno due anni. I pm chiedono i domiciliari per Mancuso, accusato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, per Tricoli, ex sindaco di Sommatino e braccio destro del deputato, e per i rappresentanti dell’associazione, ritenuti i corruttori. Secondo l’accusa, solo 20 mila dei 98 mila euro sarebbero stati spesi. Il resto rendicontato con fatture false o sovrastimate, come per un tributo a Vasco Rossi mai andato in scena. Contestata anche la truffa alla Regione. Il nome di Mancuso, dato fino a pochi giorni fa in pole position per un ingresso in giunta in vista del rimpasto, era già emerso in un’altra inchiesta della procura di Palermo su Ninni Sciacchitano, l’ex esperto nominato dal presidente Renato Schifani. In un’intercettazione del 2022 Sciacchitano parlava del suo “deputato di riferimento” a Caltanissetta, indicando Mancuso, mentre illustrava le manovre per orientare le nomine nelle aziende sanitarie. Giovedì gli interrogatori dinanzi al gip Santi Bologna che dovrà decidere sulle misure cautelari.







