La consigliera Petitto, prima di continuare a pontificare e a sentirsi investita di un ruolo politico che evidentemente non è in grado di sostenere, farebbe bene a fermarsi e a studiare. Perché chi pretende di guidare un gruppo politico e di impartire lezioni di amministrazione pubblica non può permettersi una tale superficialità, né tantomeno una così evidente illogicità.
È francamente imbarazzante assistere, da parte di una consigliera comunale, a una sequela di affermazioni false e facilmente smentibili sui temi più elementari della gestione amministrativa. Il reiterato richiamo a un mio presunto conflitto di interessi non è solo infondato: è la dimostrazione plastica di una grave incompetenza. Mio padre non è il responsabile dell'azienda che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, come lei continua ostinatamente a sostenere, ma il direttore unita' territoriale il cui compito è soltanto di controllare che vengano rispettati gli obblighi contrattuali dei servizi e gestire i dipendenti. La differenza non è marginale: è sostanziale, giuridica e facilmente verificabile. Un dato fondamentale che una consigliera attenta dovrebbe conoscere prima di parlare.
Ancora più surreale è il tentativo di collegare questo presunto conflitto alle mie deleghe assessoriali, che riguardano totalmente altri campi rispetto ai rifiuti. Qui non siamo più nel campo della polemica politica, ma in quello dell'inconsistenza logica. O la consigliera, dopo quasi due anni di consiliatura, ignora ancora quali siano le deleghe attribuite ai singoli assessori, circostanza preoccupante e gravissima soprattutto per chi si proclama “politica”, oppure sceglie deliberatamente di mistificare la realtà e confondere le carte, costruendo narrazioni false pur di spostare l'attenzione da questioni che la riguardano molto più da vicino. In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: una totale assenza di credibilità.
Preciso infine che ad una consigliera di lungo corso come l'avv. Petitto non può sfuggire che l'appalto del servizio raccolta dei rifiuti non viene gestito dal comune di Caltanissetta bensì dalla SRR nord, che oltretutto opera attraverso l'organismo dell'UREGA. La politica non è fatta di illazioni, slogan e attacchi strumentali, ma di studio, coerenza e rispetto dei fatti. Continuare a urlare allo scandalo senza conoscere ruoli, competenze e deleghe non è opposizione: è solo dilettantismo politico.








