Continua l’emergenza negli ospedali siciliani, ormai sotto pressione a causa del picco influenzale che ha coinciso con le festività. E se qualcuno pensa che il peggio sia passato, secondo gli esperti non è così. Nei prossimi giorni, con la riapertura delle scuole, il ritorno in classe di bimbi e ragazzi potrebbe favorire nuovi contagi, aggravando ulteriormente la situazione. Il problema non riguarda solo i grandi centri della Sicilia. A Caltanissetta il pronto soccorso è da giorni in affanno, così come il reparto di Pneumologia. “In questo momento – dice il primario di Pneumologia, Nicola Ciancio – abbiamo ricoverati in reparto 20 pazienti su una dotazione di 12 posti letto. Quelli in sovranumero ovviamente sono distribuiti negli altri reparti e l'accesso al pronto soccorso è stato di oltre il 200% in più rispetto a quello degli anni passati. In parte si è avuto un aumento percentuale anche nei soggetti giovani che in alcuni casi possono presentare, oltre a polmoniti e insufficienze respiratorie, anche episodi di embolia polmonare”.
Una situazione critica, dunque, legata in gran parte alla scarsa adesione alla campagna vaccinale antinfluenzale. “La vaccinazione nella nostra regione – continua Ciancio – purtroppo è poco recepita, anche con percentuali di molto più basse rispetto alla media nazionale che già di per sé è bassa. Io la suggerisco sempre nei pazienti anziani e nei pazienti immunodepressi, non solo quelli con patologie neoplastiche ma anche nei pazienti con malattie autoimmuni o diabete ad esempio”. Infine il primario evidenzia: “Questo ceppo influenzale viene spesso chiamato con un termine sensazionalistico ‘influenza k' ma in realtà è un ceppo dell'influenza A, come negli altri anni, molto probabilmente h3n2”.
Caltanissetta, ospedale sotto pressione per l’influenza. Il primario di Pneumologia: “Ricoveri in aumento del 200% e casi di polmonite anche tra i giovani”

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