Roma ha sbloccato ieri i primi fondi per fronteggiare le esigenze più urgenti nelle aree devastate dal ciclone Harry. Alla Sicilia, tuttavia, non è arrivato quanto auspicato dal presidente Renato Schifani, che per ora dovrà accontentarsi di 33,3 milioni di euro: la stessa somma assegnata a Calabria e Sardegna, pur a fronte di danni inferiori. Una decisione che ha innescato un pomeriggio di imbarazzati silenzi, delusione a fatica celata e successive precisazioni affidate alla stampa. È il resoconto di una giornata ad alta tensione lungo l’asse Roma-Palermo, ben oltre quanto lasciato intendere dalle dichiarazioni ufficiali. In mattinata Schifani ha convocato per la prima volta a Palazzo d’Orléans la cabina di regia incaricata di sovrintendere al piano di ricostruzione: presenti gli assessori Aricò (Infrastrutture), Savarino (Territorio) e Tamajo (Attività Produttive). In evidenza la presenza dei vertici dell’Irfis — segnale che da quel canale transiterà una quota rilevante delle risorse — e della Commissione tecnico-scientifica, chiamata a predisporre procedure snelle per l’autorizzazione dei progetti. Un ruolo di coordinamento è stato affidato a Simona Vicari, che per il presidente ha già seguito l’emergenza autostrade.







