Il fallimento dei colloqui di pace e l’annuncio di Donald Trump di una nuova chiusura dello stretto di Hormuz lasciano presagire un ulteriore rincaro del petrolio. In questo contesto, Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia e docente all’Università di Bologna, lancia un monito immediato ai consumatori: «Fare subito il pieno di gasolio». Un invito che suona come un segnale d’allarme. Professore, a cosa devono prepararsi i consumatori in questa fase? «Devono aspettarsi la fine dei ribassi. Suggerisco di andare a fare rifornimento subito, perché oggi potremmo avere ancora leggere riduzioni rispetto a venerdì scorso, ma domani (martedì, ndr) i prezzi torneranno a salire. Non ci saranno scostamenti rilevanti, soprattutto sul gasolio. La benzina non è un problema: siamo sotto 1,80, un livello relativamente basso anche in un contesto di crisi. Il gasolio è il vero nodo. L’unica contromisura è consumarne meno, ridurre i consumi». Guardando ai prossimi mesi, su cosa dovrebbe concentrarsi un cittadino? «Sui movimenti: evitarli quanto più possibile, organizzarsi per non dipendere dal carburante e non dover effettuare grandi acquisti. So che milioni di italiani usano l’auto e le statistiche della scorsa settimana indicano che le automobili nel nostro Paese sono aumentate, il che mi fa piacere perché significa che la gente sta bene; tuttavia, in questo periodo andrebbe usata il meno possibile. Detto questo, non è un’apocalisse: nel mondo c’è tantissimo petrolio e gas, anche in Medio Oriente. Si tratta di un aggiustamento temporaneo, che speriamo duri settimane e non mesi. Bisogna però ridurre i consumi di gasolio e gli spostamenti, inclusi quelli per le vacanze e in aereo».






