Stamane un’inchiesta della Procura della Repubblica di Caltanissetta è sfociata nell’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’On.le Michele Mancuso e dell’ex Sindaco di Sommatino Lorenzo Tricoli. Nel pieno rispetto della presunzione di innocenza garantita dal nostro ordinamento, e nella convinzione che spetti alla magistratura accertare i fatti e le eventuali responsabilità, non possiamo tuttavia sottrarci a una valutazione politica e istituzionale. Da troppo tempo, infatti, il governo della cosa pubblica appare segnato da una logica opaca e autoreferenziale, come se l’amministrazione fosse appannaggio di un ristretto circuito di potere. Ne deriva un progressivo impoverimento della trasparenza, un indebolimento del rapporto fiduciario tra cittadini e istituzioni, una distanza sempre più evidente dalle esigenze concrete della comunità. Se il quadro delineato dalle indagini preliminari dovesse trovare conferma in sede processuale, verrebbe ulteriormente avvalorata una denuncia che il Partito Democratico porta avanti da tempo, quella di un sistema di gestione del potere che non si misura con i
principi dell’imparzialità, della responsabilità e del buon andamento, ma tende a riprodurre sé stesso, lasciando sullo sfondo il bene comune. È in questo contesto che torna centrale la questione morale, intesa come fondamento essenziale della vita democratica e della credibilità delle istituzioni. Il Partito Democratico di Caltanissetta ha scelto, in questi anni, di insistere con coerenza sul terreno della legalità e della trasparenza amministrativa, presentando puntuali proposte nelle sedi istituzionali, a partire dal Consiglio comunale. Abbiamo chiesto l’istituzione di una
Commissione Antimafia comunale, ritenendola uno strumento necessario di vigilanza democratica e di indirizzo, capace di illuminare le aree più esposte a condizionamenti e opacità. Abbiamo sollevato con forza il tema della gestione dei beni confiscati alle mafie e assegnati al Comune, evidenziando ritardi e criticità: su 62 beni assegnati, oltre il 40% risulta ancora senza destinazione, inutilizzato o in attesa di bandi. È inaccettabile che un patrimonio così
importante non sia accompagnato da un piano strategico pluriennale capace di trasformarle i beni in strumenti reali di rigenerazione urbana, inclusione sociale, servizi e sviluppo economico, restituendo alla comunità ciò che la criminalità ha sottratto e affermando, con atti concreti, che lo Stato e le istituzioni locali stanno dalla parte dei cittadini. Continueremo a svolgere, senza cedimenti, un’azione politica rigorosa e responsabile per
affermare legalità, trasparenza e correttezza nella gestione della cosa pubblica. Caltanissetta ha diritto a istituzioni limpide e a una classe dirigente capace di considerare l’amministrazione come servizio.
Davide Chiarenza – Responsabile Legalità e Sicurezza, PD Caltanissetta
Greta Tassone – Vice Segretaria, PD Caltanissetta
Inchiesta su Mancuso e Tricoli, il Pd di Caltanissetta: “Torna centrale la questione morale”

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