La Segreteria Regionale SINALP Sicilia esprime profonda preoccupazione e ferma condanna nei confronti della stragrande maggioranza dei Comuni siciliani che, ad oggi, non hanno ancora adottato i regolamenti necessari per l’adesione alla Rottamazione-quinquies, prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025).
- Il responsabile sindacale Enti Locali Dr. Giuseppe Dioguardi del Sinalp evidenzia che l’adesione dei Comuni non è un favore verso i cittadini ma, è un concreto esempio di buon governo.
- “Il contesto economico della nostra Isola resta fragile”, dichiara il Segr. Regionale SINALP Dr. Andrea Monteleone. “Molte famiglie e attività produttive non riescono più a reggere il peso di avvisi gravati da interessi moltiplicati negli anni. La rottamazione non è un regalo ai ‘furbetti’, ma uno strumento di equità sociale che permette a chi vuole pagare di rientrare nella legalità fiscale, evitiamo di creare ulteriori evasori fiscali per bisogno ed incapacità economica”
La norma nazionale offre una possibilità concreta per sanare i debiti affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Una misura che permette ai cittadini di pagare solo il capitale residuo, cancellando sanzioni, interessi di mora e sovratasse che, negli anni, hanno reso molte cartelle esattoriali letteralmente insostenibili.
Tuttavia, mentre la legge riconosce a Regioni e Comuni la facoltà di applicare questa definizione agevolata alle entrate locali (IMU, TARI, TASI, imposta di soggiorno e persino le sanzioni del Codice della Strada), in Sicilia assistiamo a un silenzio assordante.
Solo un numero limitato di Comuni ha aderito, lasciando la maggior parte dei contribuenti siciliani in un limbo di incertezza e pressione fiscale soffocante.
Il responsabile sindacale Enti Locali Dr. Giuseppe Dioguardi del Sinalp evidenzia che l'adesione dei Comuni non è un favore verso i cittadini ma, è un concreto esempio di buon governo.
“Il contesto economico della nostra Isola resta fragile”, dichiara il Segr. Regionale SINALP Dr. Andrea Monteleone. “Molte famiglie e attività produttive non riescono più a reggere il peso di avvisi gravati da interessi moltiplicati negli anni. La rottamazione non è un regalo ai ‘furbetti', ma uno strumento di equità sociale che permette a chi vuole pagare di rientrare nella legalità fiscale, evitiamo di creare ulteriori evasori fiscali per bisogno ed incapacità economica”
Non aderire significa causare un grave danno economico ai siciliani, già vessati da tariffe locali spesso ai livelli massimi consentiti.
Per i Comuni, la rottamazione rappresenta invece un’opportunità reale di recupero crediti, riducendo il contenzioso e incassando somme che altrimenti resterebbero ferme per anni nei cassetti della riscossione.
Il SINALP Sicilia rivolge un invito diretto a tutte le amministrazioni comunali, a partire dal Comune di Palermo e dagli altri capoluoghi di provincia, affinché agiscano come guida per il territorio.
I regolamenti di adesione alla rottamazione devono essere approvati senza ulteriori rinvii.
Gli amministratori comunali devono uscire allo scoperto assumendosi le proprie responsabilità, e chi decide di non aderire deve spiegare pubblicamente, con motivi documentati, perché nega ai propri cittadini la possibilità di regolarizzare la propria posizione alle stesse condizioni offerte dallo Stato.
La priorità deve essere la protezione del tessuto economico locale, non il mero calcolo contabile o il rapporto con i concessionari della riscossione.
Il SINALP Sicilia non accetterà passivamente questa inerzia amministrativa. Siamo pronti a collaborare per informare imprese e famiglie, ma pretendiamo che le decisioni vengano prese ora, alla luce del sole e nell’interesse della comunità.
I cittadini siciliani vanno aiutati a pagare, non messi nelle condizioni di fallire sotto il peso di sanzioni anacronistiche sol perchè i Comuni hanno l'esigenza di utilizzare i crediti vantati per chiudere i propri bilanci in pareggio.
La Segreteria Regionale SINALP Sicilia





