Azienda sanitaria di Caltanissetta condannata a risarcire per un presunto caso di malasanità. La sentenza del tribunale civile è legata al decesso dell'insegnate di Vallelunga, Giuseppina Zuzzè. Il suo cuore s'è fermato per sempre il 19 gennaio del 2020, il giorno dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso dell'ospedale «Immacolata Longo» di Mussomeli. Ora il tribunale nisseno ha riconosciuto alla figlia, Carmelina Ognibene (assistita dagli avvocati Filippo Mantegna e Laura Ballati), il diritto a un risarcimento di 348 mila euro. Dal punto di vista penale – per la mancata esecuzione dell'autopsia sulla salma dell'insegnante – la vicenda era finita in una bolla di sapone con l'archiviazione delle posizioni di tre medici dell'ospedale mussomelese. Ma, ora, tutto è mutato sotto l'aspetto civile. Anche se l'azienda sanitaria ha impugnato il pronunciamento. Sì perché in questo procedimento il Collegio giudicante ha nominato un pool di esperti che, alla fine, avrebbe accertato «gravi omissioni ed errori» da parte degli stessi tre medici usciti indenni dal primo dossier della procura. Giusy Zuzzè, affetta dal morbo di Crohn, si era presentata in ospedale lamentando forti dolori all'addome. Ma era stata dimessa. Qualche ora dopo, il luttuoso epilogo.








