Lunghe attese, con pazienti spesso collocati nel corridoio, senza poter accedere anche solo all’astanteria dell’ospedale «Vittorio Emanuele» di Gela (Caltanissetta). Nel periodo festivo, la situazione è diventata difficile da gestire. Nella struttura gelese, da tempo, i numeri sono ridotti, quanto al personale e ai posti letto. «La variante k dell’influenza, che sta colpendo in maniera massiccia, crea le attese a causa dei tanti accessi di pazienti ma l’assistenza è garantita», fanno sapere medici del nosocomio. Casi eclatanti, segnalati direttamente dai familiari dei pazienti, non mancano. Un ottantenne, con emorragia cerebrale, è rimasto nel corridoio “in sospeso e in attesa», dice un familiare. «Insieme a lui, c'era un altro paziente, anziano, con problemi respiratori e a un certo punto sono finite pure le lettighe disponibili», aggiunge. L’ottantenne, su richiesta dei familiari, è stato trasferito all’ospedale «Sant'Elia» di Caltanissetta. “Un’attesa di quasi una settimana, in astanteria» per una novantaduenne, cieca, con invalidità totale. Il figlio ha presentato due diffide e ha parlato di «violazione dei diritti del malato». Questa mattina, è stata collocata nel reparto di Medicina.
«Conosciamo bene la situazione, spesso drammatica, che si registra in ospedale – dice l’assessore comunale con delega alla sanità Filippo Franzone – monitoriamo costantemente. Nei prossimi giorni, insieme al sindaco Terenziano Di Stefano, chiederemo ad Asp e alla Regione di affrontare la situazione. Si riscontrano carenze di posti letto e di personale, medico e non solo. Le interlocuzioni con la Regione sono indispensabili».
Lo scorso settembre, una manifestazione si è tenuta davanti al nosocomio, indetta dall’amministrazione comunale, per contestare il piano regionale che fissava una riduzione di diciotto posti letto per il «Vittorio Emanuele», «sui 147 attivi». La struttura copre un territorio più vasto, con gran parte dei comuni dell’area sud della provincia di Caltanissetta.
Pochi posti e lunghe attese, polemiche per l’ospedale a Gela: “Rischio diritti del malato”

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