Dopo 21 anni di immenso amore ed enormi sacrifici sostenuti, termina qui il mio percorso da massimo dirigente e della mia Famiglia, nell’amata Sancataldese. Una meravigliosa avventura, vorrei definirla, perché per me è e sarà sempre davvero “un amore cosi grande”.Quello che è accaduto nel post gara è per me inaccettabile, da dirigente, da padre, da tifoso.Non ho riconosciuto San Cataldo e i Sancataldesi in quei momenti. A prescindere dalle offese nei miei confronti e della nostra dirigenza (la dirigenza più longeva di sempre in Sicilia e credo anche in Italia), ricevute dai supporters della gradinata, oltre che dai “supporters” dei social, prima, durante e dopo il match, non ho potuto accettare la pesante umiliazione tipo “gogna pubblica medioevale” e minacce (mi fermo qui), subite dai nostri ragazzi anche sotto la curva. I ragazzi vanno incoraggiati sempre, non umiliati. L’immagine del pianto ininterrotto dei nostri atleti, soprattutto dei più giovani, è l’immagine più brutta di questa domenica, così come quella di qualche “tifoso” che ha tenuto bloccati noi e i nostri ragazzi dentro gli spogliatoi, che sento il dovere di tutelare, a cui sono stati lanciati addirittura petardi e bombe carta. Davvero inaccettabile. Non è il mio modo di fare calcio questo, non è questo il mio modo di dare supporto sociale al nostro territorio. Eticamente non accetto tutto questo. Umanamente mi dispiace che in una partita, o in un campionato, i tifosi abbiano cancellato tutto quello che di buono abbiamo fatto in tutti questi anni. Fare sport, fare calcio, competere in un qualsiasi campionato agonistico può portare alla vittoria o alla sconfitta. Si può sbagliare una stagione, una mossa, cosi come si può sbagliare nella vita, nel lavoro. Sbaglia chi fa, chi agisce, anche se nella vita è sempre più facile giudicare anziché fare, mettersi in discussione e rischiare. Se questo è il calcio moderno, non mi ci rivedo ed è giusto e corretto che mi faccia da parte. Resterò in carica nel mio ruolo di socio e vice presidente fino a fine stagione, perché è doveroso completarla e cercare di raggiungere il nostro obiettivo, con il nostro grande mister Campanella e i nostri atleti, che hanno la nostra massima fiducia. E’ stata l’esperienza, dopo gli affetti della mia Famiglia, più bella della mia vita. Amerò per sempre questi colori, che mi scorrono nel sangue, sarò sempre il primo tifoso della squadra più bella del mondo!” Lo ha scritto 𝑫𝒂𝒓𝒊𝒐 𝑺𝒑𝒊𝒏𝒆𝒍𝒍𝒐 dopo il derby tra Nissa e Sancataldese che ha visto la squadra verdeamaranto perdere per 5 a 1. Al termine del match sono seguiti cori contro la dirigenza e i calciatori.






