Il tema delle liste d’attesa resta uno dei nodi principali del sistema sanitario. Una criticità che riguarda l’intero Servizio sanitario nazionale e sulla quale si continua a lavorare anche in Sicilia. A fare il punto è stata l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, intervenuta a margine dell’evento organizzato al Cefpas di Caltanissetta per la presentazione della piattaforma digitale Tara (Tool for Advanced Research Access), la prima biblioteca digitale della salute del Sud Italia. “Il tema delle liste d’attesa è importante in tutta la Nazione – ha spiegato Faraoni –. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta su questo argomento, segno che si tratta di una questione che coinvolge l’intero sistema sanitario nazionale”. Secondo l’assessore potrebbe essere necessario rivedere l’attuale modello di rilevazione delle liste d’attesa. “È probabilmente necessario costruire un nuovo modello di monitoraggio, come già allo studio di Agenas – ha aggiunto – perché quello attualmente in uso ha mostrato alcune difficoltà anche nella comunicazione rispetto ai bisogni dei cittadini”. Il monitoraggio delle prestazioni, ha sottolineato l’assessore, è comunque costante e allo stato attuale “le prestazioni urgenti e brevi in Sicilia vengono soddisfatte nei tempi previsti dalla normativa”. Faraoni ha però richiamato l’attenzione anche sull’appropriatezza delle prescrizioni: “Ovviamente devono trattarsi di prestazioni realmente urgenti o brevi. Se sotto questa definizione rientrano prestazioni che non lo sono, allora significa che c’è un problema di inappropriatezza”. Negli ultimi giorni il dibattito si è acceso anche sul tema dell’intramoenia, dopo il caso segnalato nel Siracusano relativo ai tempi di attesa per una risonanza magnetica. Nei giorni scorsi un uomo residente ad Avola, dopo aver richiesto tramite Cup una risonanza magnetica, si era visto indicare come prima disponibilità il 29 luglio. Chiedendo però informazioni sulla possibilità di effettuare l’esame in intramoenia, cioè a pagamento con i medici del servizio pubblico, la prestazione gli sarebbe stata proposta nel giro di due giorni all’ospedale Umberto I di Siracusa. “Quella dell’intramoenia è un’area su cui stiamo cercando di apportare modifiche sostanziali – ha spiegato Faraoni – con indicazioni anche piuttosto rivoluzionarie rispetto al modello che ha sempre prevalso nella nostra Regione. L’obiettivo è definire per ogni dirigente medico del Servizio sanitario regionale un volume prestazionale minimo”. Secondo l’assessore queste modifiche potrebbero incidere sull’organizzazione delle prestazioni sanitarie e migliorare la risposta ai bisogni dei cittadini. Faraoni ha inoltre ricordato che il sistema sanitario ha l’obbligo di garantire la prestazione nell’ambito della provincia. “Dobbiamo assicurare a ogni cittadino la prestazione nei tempi necessari – ha concluso –. È chiaro che in alcune sedi più periferiche la risposta potrebbe non essere immediata, ma è importante che il cittadino possa trovarla comunque nell’ambito provinciale, in base al suo reale bisogno”.









